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Il magistrato Cesare Sirignano, ex pm della DDA di Napoli nei giorni scorsi è tornato ad essere oggetto di minacce insieme ai colleghi Catello Maresca e Cafiero De Raho oltre che ad una giornalista che vive e lavora in provincia di Caserta, Marilena Natale. Un episodio che ha profondamente amareggiato Cesare Sirignano che, come dichiara all'AGI - parla di una recessione allo stato di intimidazione e terrore per i residenti di un territorio già fortemente provato. "Tutti i giorni nel territorio casertano e della provincia di Napoli vengono commessi reati di ogni genere: spaccio di droga, incendi, estorsioni, sparatorie, minacce e violenze sulle donne. Fatti preoccupanti dopo un lunghissimo periodo di relativa tranquillità quanto meno sotto il profilo delle azioni con armi da fuoco, omicidi e incendi - sottolinea il pm che da 12 anni vive sotto scorta -. L'indebolimento delle organizzazioni camorristiche tradizionali con la conseguente perdita del controllo totale del territorio, ha determinato un aumento dei reati comuni ed un incremento della quantità di lavoro e di procedimenti per gli uffici giudiziari di Napoli nord che vivono in una situazione a dir poco drammatica, malgrado gli sforzi e l'impegno di tutti che ho potuto constatare nel pur breve periodo di mia permanenza in quegli uffici. Non si parla abbastanza di questa escalation ed il silenzio mi preoccupa e mi riporta al passato. Il fatto che si manifesti odio e rancore nei confronti di giornalisti e magistrati antimafia significa che il colpo per le organizzazioni è stato duro, ma anche che la Mafia è ancora viva, spavalda e spregiudicata e potrebbe tornare ad essere potente come prima approfittando del difficile momento di emergenza e della mancanza di soluzioni per uno sviluppo economico ed occupazionale del territorio". Per il magistrato dunque, "bisogna intervenire con tempestività e dare ancora speranza alle persone perbene che vogliono liberarsi definitivamente di questo cancro".

Foto © Imagoeconomica

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