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La quinta sezione del tribunale di Palermo ha condannato a 4 anni e 2 mesi Lorenzo Flauto, imputato nell'ambito di un processo legato a fittizie intestazioni di beni e a compravendite di immobili, finalizzate al riciclaggio di denaro sporco. I giudici del collegio presieduto da Donatella Puleo hanno assolto gli altri undici imputati, ritenuti estranei a un meccanismo che avrebbe avuto lo scopo di rendere impossibile l'identificazione del denaro appartenente ai mafiosi Graziano dell'Acquasanta. Si tratta di una tranche dell'inchiesta che aveva coinvolto l'avvocato Marcello Marcatajo (deceduto prima del processo che lo aveva riguardato) e anche il figlio Giorgio, oggi assolto dal tribunale. L'inchiesta era stata condotta dalla Guardia di finanza nel 2016: per Flauto è stata esclusa l'aggravante dell'agevolazione di Cosa nostra. Oltre a Marcatajo è stato scagionato nel merito il notaio Tommaso Drago, difeso dall'avvocato Monica Genovese, con la formula perché il fatto non costituisce reato. L'ex direttore di una filiale della Banca di Roma, Massimo Sarzana, e Maria Cristina Bruno, hanno ottenuto la prescrizione per alcuni capi di accusa e sono stati assolti pienamente - perché il fatto non sussiste - da altri. Come loro, Camillo e Mariangela Graziano, Patrizia Carella, Maria Tranchina, Luigi Giuseppe Palazzolo, Girolamo Calderone e Caterina Mandrà.

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