Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

È da rifare il processo d'Appello “Antibes”, nato dall’omonima indagine condotta dalla Squadra mobile con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia che aveva portato alla luce le attività delittuose dalla cosca “Franco”, operante tra Pellaro, Bocale e il vicino comune di Lazzaro di Motta San Giovanni. L'indagine “Antibes” è scaturita della lunga opera di ricerca dell’allora latitante Giovanni Franco, rintracciato e arrestato in una lussuosa villa a Cap d’Antibes in Costa Azzurra, dove si era rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva a 11 anni e 4 mesi, subita nel processo “Chalonero”. La seconda sezione della Corte Suprema di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza a carico di undici persone. Inoltre la suprema corte ha disposto un nuovo processo di secondo grado in una sezione diversa di Corte d'Appello a Reggio che dovrà rivalutare il cuore dell'accusa - l'associazione mafiosa - a carico degli imputati, per aver fatto parte della presunta cosca Franco con ruolo chi di apice, di partecipe e chi da fiancheggiatore dei capiclan.

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy