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La Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dagli imputati, confermando la sentenza della Corte d’Appello di Bari che, in data 6 novembre 2019, aveva dichiarato colpevoli i membri del gruppo composto da otto affiliati e fiancheggiatori del clan Nuzzi di Altamura. I soggetti sono stati colpiti da condanne definitive per oltre 90 anni di reclusione, a seguito dell’operazione denominata “Kairos”. A loro sono stati contestati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e omicidio. Sette imputati, dei quali due già detenuti e quattro agli arresti domiciliari, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari. Ad uno è stato notificato un ordine di carcerazione e decreto di sospensione del medesimo. Il provvedimento odierno, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari, costituisce l’epilogo dei processi avviati a seguito delle indagini condotte, negli anni 2014-2016, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese nei confronti del clan Nuzzi, all’epoca attivo nel territorio di Altamura. Il blitz, eseguito nel gennaio 2017, era riuscito ad azzerare il gruppo criminale, facente capo a Pietro Antonio Nuzzi, detto “U leng”, pentito che nei mesi scorsi ha rilasciato dichiarazioni rilevanti nell'ambito di un'inchiesta sulla mafia foggiana, documentando la commissione di una serie indefinita di attività delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti, i reati contro il patrimonio (estorsioni e furti), contro la persona (omicidi e tentati omicidi) e in materia di armi. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 50 chili tra cocaina, hashish e marijuana, ordigni rudimentali da utilizzare per atti intimidatori, numerose armi, anche da guerra e centinaia di munizioni, il tutto nella disponibilità del clan. Evidenziata la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari di Pietro Antonio e Angelantonio Nuzzi, fu determinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 2 appartamenti, a loro in uso, ad Altamura, del valore di mezzo milione di euro.
L’indagine aveva consentito anche di scoprire i mandanti e gli esecutori materiali di diversi omicidi e due tentati omicidi, strategici per la conquista violenta del territorio da parte del nuovo gruppo criminale.

Foto © Imagoeconomica

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