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E' stata fissata per il 20 settembre a Roma, nell'aula bunker di Rebibbia, la sentenza del maxiprocesso al clan Casamonica, nei confronti di una quarantina di imputati con accuse che vanno a vario titolo dall'associazione mafiosa dedita al traffico, allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura e detenzione illegale di armi. Nella requisitoria dello scorso 24 maggio il pm Giovanni Musarò ha chiesto condanne per oltre 630 anni di carcere sollecitando la pena più alta, 30 anni, per i capi dell'organizzazione, tra cui Giuseppe, Luciano e Domenico Casamonica.
Chiesti inoltre rispettivamente 26 e 25 anni di reclusione per Domenico e Ottavio Spada e 25 anni per Guerrino Casamonica.
Al processo si è arrivati dopo gli arresti compiuti dai Carabinieri del Comando provinciale di Roma nell'ambito dell'indagine 'Gramigna', coordinata dal procuratore di Roma Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Giovanni Musarò e Stefano Luciani. Il pm Musarò, in aula, nella sua requisitoria ha citato anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Massimiliano Fazzari e Debora Cerreoni che hanno descritto la struttura e le modalità con cui agiva il clan. Nell'ambito della stessa inchiesta, a fine 2019, quattordici esponenti erano stati condannati in abbreviato e altri tre hanno scelto il patteggiamento.

Foto © Imagoeconomica

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