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Un crollo di calcinacci e di pannelli che ricoprivano il soffitto dell'aula bunker di Trapani avvenuto nella notte tra domenica e lunedì ha reso inagibile l'area. Secondo i primi riscontri la causa sarebbe il danneggiamento del sistema di condizionamento, che si snoda nell'intero Palazzo di giustizia. Il presidente del tribunale di Trapani nell'immediato ha stabilito la sospensione delle udienze programmate nell'aula bunker e disposto un'ispezione e la sistemazione per il ripristino delle attività.
Sul fatto si è espressa la Camera penale di Trapani la quale ha lanciato un allarme evidenziando che "non vi è un'altra aula idonea a garantire il videocollegamento da remoto degli imputati detenuti nelle carceri di massima sicurezza". Tra gli imputati del processo Scrigno, oltre all'ex deputato regionale Paolo Ruggirello, ci sono altre sette persone, tra cui Vito D'Angelo, presunto riferimento della mafia trapanese sull'isola di Favignana, tuttora detenuto.
"L'unica alternativa - l'aula bunker Montalto presso il carcere di Trapani - è ormai chiusa da anni nonostante il ministero abbia finanziato le opere di ripristino", si legge in una nota della Camera Penale, "e pare che per metterle in cantiere occorra risolvere complicate faccende burocratiche sulle quali, da oltre un anno e mezzo, lavora alacremente il Provveditorato regionale". La Camera Penale inoltre ha proclamato lo stato di agitazione, rinviando ogni analisi a un'assemblea già convocata per domani. Decisione analoga era già stata intrapresa nel 2005, quando "l'avvocatura si astenne a oltranza dalle udienze e rifiutò l'accesso al Palazzo, che venne trasferito altrove e 'ristrutturato' da cima a fondo con lavori dei quali si interessò anche la magistratura inquirente, prima che intervenisse la prescrizione. Sempre in quell'anno si ricorda un'autorevole ordinanza del collegio penale, presieduto dal dottor Vincenzo Pantaleo, che respinse la richiesta della procura di Trapani. Quest'ultima, pur condividendo e anzi appoggiando le ragioni della protesta dell'Avvocatura, aveva chiesto la trasmissione degli atti per verificare se l'astensione a oltranza integrasse gli estremi di qualche reato. Non se ne fece nulla, perché il tribunale rigettò la richiesta, confermando la piena legittimità dell'astensione proclamata dall'avvocatura".

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