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I Finanzieri della Tenenza di Molfetta e dei Reparti dipendenti dal Gruppo Barletta in concerto con altro personale del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione nella mattinata odierna ad un’ordinanza di misura di custodia cautelare nei confronti di sedici persone (di cui dieci in carcere e sei ai domiciliari) emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani nell'ambito dell'operazione "Fantasia al Potere". L'inchiesta è stata coordinata dai pm di Trani Francesco Tosto e Francesco Aiello, con la supervisione del procuratore Renato Nitti e riguarda numerosi episodi di corruzione nei confronti di pubblici ufficiali, che si sono tradotti in 23 capi di imputazione.
Per fare chiarezza lo scorso novembre erano state effettuate diverse perquisizioni che avevano coinvolto anche il sindaco Tommaso Minervini, il quale risulta indagato e non presente tra i destinatari della misura di custodia cautelare e i fatti risalgono al periodo 2018-2020.
Per gli indiziati i reati contestati sono a vario titolo turbativa d'asta, corruzione, falso, depistaggio e peculato.
Ai domiciliari il presidente della commissione di gara di uno degli appalti pilotati, Vincenzo Manzi, e altri 5 tra imprenditori e dipendenti delle aziende coinvolte: Francesco Sancilio, Mauro Giancaspro, Michele Palmiotti, Maurizio Bonafede, Vito De Robertis.
Mentre in carcere sono finiti l’ex assessore comunale ai lavori pubblici Mariano Caputo e l’ex consigliera comunale Anna Sara Castriotta, il funzionario comunale Orazio Lisena e sette tra imprenditori e progettisti: Riccardo Di Santo, Andrea Ladogana, Valerio Di Gregorio, Domenico Tancredi, Paolo Conforti, Francesco e Pasquale Ieva.
L'operazione odierna è scaturita da una complessa attività d'indagine della polizia giudiziaria effettuata dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Molfetta attraverso l’esecuzione di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche ed ambientali. Gli investigatori hanno portato alla luce un sistema basato su accordi corruttivi tramite i quali svariati appalti pubblici del Comune di Molfetta venivano affidati da pubblici ufficiali “compiacenti” ad una cerchia ristretta di imprenditori in cambio di denaro e altre utilità (smartphone, computer e lavori privati).
Tra gli appalti attenzionati e analizzati dai finanzieri anche i lavori di riqualificazione delle strade (asfalti e basolati) e delle piazze “Immacolata” e Aldo Moro”, la messa in sicurezza delle ciminiere dell’ex cementificio, la progettazione del nuovo teatro comunale, la ricostruzione della scuola per l’infanzia “Gianni Rodari”, i lavori di riqualificazione della biblioteca comunale e della “Cittadella degli Artisti”, la realizzazione del nuovo stadio di atletica leggera. 
Durante le indagini è emersa anche la sistematicità delle condotte delittuose in merito al pagamento delle “tangenti”, documentate con operazioni di intercettazioni ambientali audio-video.

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