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"Del dottor Ardita ho sempre avuto una grande stima, è una persona di grande intelligenza e di grande capacità, ma era un po’ ai margini al Dap. Con l'allora Capo del Dap Tinebra i rapporti non erano buoni, mentre io ho sempre stimato Ardita e l'ho recuperato in una posizione ottimale al Dipartimento dell'amministrazione giudiziaria". Lo ha dichiarato all'agenzia Adnkronos l'ex guardasigilli Clemente Mastella in riferimento al periodo indicato dall'avvocato Piero Amara nei dossier resi dal pm Milanese Paolo Storari a Piercamillo Davigo, allora consigliere del Csm oggi in pensione, in cui afferma di aver conosciuto "tramite Gianni Tinebra", Sebastiano Ardita quando quest'ultimo era un "sostituto procuratore di Catania", mentre in realtà era già da anni inserito nel Dap.
Ma cosa ha detto Amara su Ardita? Nel corso dell'iter processuale parlò nel 2019 ai magistrati di Milano e affermò che alcuni giudici, tra cui Sebastiano Ardita, facessero parte di una presunta loggia massonica coperta chiamata 'Ungheria'.
Per sostenere la sua versione l'avvocato ha dichiarato che il consigliere togato sarebbe stato in buoni rapporti con l'ex capo del Dap, Tinebra.
Secca la smentita di Mastella, e del suo ex capo segreteria Francesco Borgomeo, "i rapporti tra Tinebra e Ardita erano tutt'altro che idilliaci”.
Sempre nell'intervista all'Adnkronos, l'ex capo della segreteria ha fatto riferimento a determinati fatti avvenuti nel 2006 quando "le azioni di Tinebra arrivarono a fare persino pressioni sui parlamentari siciliani contro Ardita" commentando che "fu davvero una brutta storia".
Di queste pressioni Mastella ha dichiarato di non ricordare nulla, "io avevo stima di Ardita, quindi se è successo li avrò mandati al diavolo. Io avevo stima di Ardita ed era al riparo da queste cose...".
"Io feci dal 2006 al 2008 il capo della Segreteria di Mastella" - ha detto Borgomeo - "ma fu una breve parentesi nella mia vita professionale, perché io faccio l'imprenditore, ma vista la vicinanza con l'allora premier Prodi finii nella segreteria di Mastella. Sono testimone oculare di una stagione e posso dire che apprezzammo davvero molto, al Ministero, in maniera straordinaria, direi, la figura di Sebastiano Ardita, un ragazzo per bene e corretto" e ancora "lo trovammo in una fase in cui era in fortissima tensione con Tinebra, il quale era un personaggio davvero inquietante" e che "venivano fatte azioni di mobbing continuo verso Ardita, mentre noi appezzammo molto l'intelligenza e la sua bravura, tanto è vero che lo portammo verso di noi, a confrontarsi su progetti e questo lo aiutò".
"Leggere queste dichiarazioni oggi ha dell'incredibile - spiega ancora Borgomeo - la giustizia vive un travaglio enorme che getta sconforto e amarezza su tutto il paese. Purtroppo se non funziona la giustizia tutta la società non può stare tranquilla e serena. La giustizia ci ha abituati a corvi e strategie di ricatto e congiure. Ricordo all'epoca un mondo che, invece di essere lineare e che dà certezze ai cittadini, inquieta".
In conclusione, l'ex ministro Mastella sulla vicenda di Amara e del Csm ha detto di non voler entrare nella vicenda ma ribadisce che sarebbe "utile" una "riforma o un'autoriforma" dell'organo di autogoverno. "Occorre che si diano una scossa anche loro. Fare una riforma non vuol dire mettere in discussione l'autonomia della magistratura, ma bisogna fare qualcosa, così come è non funziona" e ancora "sa cosa diceva il mio professore di filosofia? 'Non so se le cose andranno meglio se andranno diversamente, ma un fatto è certo: per andare meglio devono andare diversamente'".

Foto © Imagoeconomica

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