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La Procura di Bologna intende impugnare la sentenza di condanna all'ergastolo per l'ex terrorista dei Nar Gilberto Cavallini, nella parte in cui viene giudicato colpevole, per la Strage di Bologna, del reato di Strage, ma non nell'ipotesi in cui questa viene commessa con lo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato.
In realtà il presidente della Corte d'assise, Michele Leoni, nelle oltre duemila pagine di motivazione, si dice convinto che quella del 2 agosto 1980 sia stata una strage di Stato. Ma sostiene anche che l'inserzione del termine 'spontaneista', riferito ai Nar, nel capo d'imputazione scritto dalla Procura, ha nei fatto sbarrato la strada alla pronuncia di colpevolezza per strage politica. Ne è derivata, sempre a suo avviso, la conseguenza per i giudici di non poter andare 'ultra petita', ovvero oltre le richieste dell'accusa. "Non abbiamo commesso nessun errore", dice oggi il procuratore capo Giuseppe Amato al Resto del Carlino, annunciando l'impugnazione: "La contestazione era assolutamente pertinente e in grado di affermare la responsabilità come strage di natura politica e terroristica".

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