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Il consigliere indipendente Nino Di Matteo, tra gli altri, ha chiesto che la pratica venga rivalutata

La richiesta di fuori ruolo era stata chiesta da Alfonso Bonafede

Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha stoppato, per il momento, la richiesta di fuori ruolo, chiesta dal ministero della Giustizia, Alfonso Bonafede, riguardo la nomina di Massimo Antonio Orlando, presidente del tribunale di Livorno e capo, in pectore, del Dog, il dipartimento organizzazione giudiziaria, personale e servizi del ministero della Giustizia. La decisione è stata presa dal consiglio dell’autogoverno della magistratura lo scorso 21 ottobre, prima della settimana bianca in cui il Csm non svolge riunioni nelle commissioni e plenum. I consiglieri che hanno chiesto il ritorno in commissione per rivalutare la pratica, per vari motivi, sono stati il togato indipendente, Nino Di Matteo, il laico del M5s, Filippo Donati e il togato Antonio D’Amato di Magistratura Indipendente. Perché Di Matteo ha chiesto il ritorno in commissione della pratica riguardante Orlando? La richiesta è stata posta al plenum dopo che il consigliere indipendente ha letto una chat, venuta fuori dall’inchiesta di Perugia, dell’ex magistrato Luca Palamara con l’ex capogruppo di Area al Consiglio, Valerio Fracassi. “Il 15 marzo del 2018, ha ricordato Di Matteo, il consigliere Fracassi scriveva al consigliere Palamara: ‘Ricordati che ti ho votato Pasca a patto che mi sistemassi Orlando, non mi mollare’. La risposta (di Palamara, ndr) è ‘Assolutamente no, tu ordini, io eseguo’”. Dunque il consigliere Di Matteo ha chiesto che vengano fatti due accertamenti: il primo che riguarda la candidatura di Orlando a capo del Dog e la seconda se Orlando fosse a conoscenza del patto di scambio asserito da Palamara e Fracassi in chat. Per quanto riguarda la figura di Orlando, Di Matteo ha spiegato che “effettivamente il 26 aprile 2018 Orlando è stato nominato presidente del tribunale di Livorno all’unanimità dal plenum, su proposta illustrata dal relatore Palamara. Il 20 marzo 2018, nel periodo interessato dalla chat tra Fracassi e Palamara, la dottoressa Annarita Pasca venne nominata presidente di sezione del tribunale di Lecce”. Quindi per il magistrato bisogna verificare, “che l’autorizzazione al collocamento fuori ruolo in questo caso non leda l’immagine e il prestigio della magistratura. Le chat - ha continuato - sono anche all’attenzione del Ministero, non so se il ministero le abbia potute valutare ed approfondire, ma intanto è opportuno il ritorno in Commissione”. Il presidente della Terza commissione del Csm (che si occupa dell’accesso in magistratura e della mobilità) Giovanni Zaccaro non si è opposto alla richiesta del togato Di Matteo. “Non ho dubbi che le persone di cui parlava Nino Di Matteo siano quelle persone di cui stiamo parlando oggi, dubito però che si possa fare una maggiore chiarezza rispetto” alla eventuale consapevolezza di Orlando di essere in un pacchetto Palamara-Fracassi “dato che non possiamo certo chiamare la polizia giudiziaria per indagare. I dubbi posti oggi rimarranno insoluti”.
Con toni decisamente più duri, il consigliere Michele Ciambellini (Unicost) ha attaccato Di Matteo, contestandogli la legittimità della lettura della chat: “Io francamente pensavo, sino ad ora, che una utilizzazione pubblica, per quanto si tratti di atti non più coperti dal segreto, non fosse possibile se non previa secretazione ma evidentemente mi ero formato una convinzione sbagliata. Ma non è possibile secondo me la lettura, direi praticamente la contestazione, di conversazioni diciamo così a sorpresa per lo stesso interessato”.
Insieme a Di Matteo, anche il consigliere D’Amato è stato favorevole al ritorno in Commissione della pratica di Orlando per decidere se concedere o no che venga concesso il fuori ruolo ai titolari di incarichi direttivi e semi direttivi prima di 4 anni alla guida di un Ufficio, anche se non vi è alcuna circolare che lo vieti. Anche il consigliere laico Donati, d’accordo con Di Matteo, ha spiegato che bisogna anche verificare che chi ricopre questi ruoli “deve occuparsi della determinazione del fabbisogno di beni e servizi degli uffici giudiziari, di determinare le priorità… bisogna vedere se nelle competenze di questo magistrato ci siano dell’expertise in questo settore che effettivamente giustifichino la sottrazione alla funzione giurisdizionale”.
Dunque la prossima settimana la Terza Commissione del Csm dovrà rivalutare la pratica per confermare o no la sua proposta al plenum per concedere il fuori ruolo per Massimo Antonio Orlando.

Foto © Imagoeconomica

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