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di AMDuemila
La Corte di Cassazione ha deciso che le condanne nei confronti di Salvatore Agostino, Pietro Bellucci, Demetrio Tripodi e Marino Vallelonga, imputati nell’ambito del processo in abbreviato "Ulivo 99", devono essere nuovamente determinate alla luce della recente pronuncia della Corte Costituzionale in termini di minimo edittale del sistema punitivo dei reati connessi al traffico degli stupefacenti. A riportare la notizia il quotidiano calabrese “Gazzetta del Sud”. Quindi, i giudici della quinta sezione penale hanno annullato la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria “limitatamente al trattamento sanzionatorio” in relazione ai capi di imputazione differentemente contestati ai quattro imputati. Però, è rimasta invariata la sentenza di secondo grado per Rocco Ameduri, il quale aveva comunque ottenuto in appello uno sconto di 4 anni rispetto alla decisione del primo giudice. Le motivazioni della sentenza di Cassazione hanno confermato l’esistenza di un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, per come prospettato dalla Procura antimafia reggina sulla scorta degli esiti investigativi che hanno portato, tra l’altro, al sequestro di 392kg di cocaina presso il porto di Asuncion (Paraguay) e di altri 70kg presso il porto di Rotterdam, abilmente occultati in container. Secondo i giudici un ruolo importante all’interno del processo è stato dato da Salvatore Agostino. “Si trattava, ad avviso dei giudici di merito, di un gruppo compatto ed ordinato, strutturato in vista del compimento di un numero potenzialmente indeterminato di reati fine di detenzione, trasporto ed importazione di sostanze stupefacente, - si legge nella sentenza della Cassazione - come comportato dalla sua attività, programmata ed attuata, in maniera tutt’altro che estemporanea ed occasionale, portata avanti per anni in modo professionale, grazie alla costante disponibilità di consistenti mezzi economici (per milioni di euro) e di un apparato organizzativo che poteva contare sull’affidabile e fattiva collaborazione di gregari, investiti di funzioni ben definite”.
Attualmente è in corso a Reggio Calabria il secondo grado della tranche con rito ordinario imputati Giuseppe Jerinò, alias “manigghijia”, Antonio Di Giorgio e Angelo Scuteri.

Foto © Imagoeconomica

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