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Palermo. "Va fatta luce sulla figura dell'ex procuratore di Palermo Pietro Giammanco". Lo ha detto l'avvocato Vincenzo Greco, legale dei figli del magistrato Paolo Borsellino questa mattina nel corso delle conclusioni delle parti civili nell'ambito del processo Borsellino Quater, ripreso questa mattina in Corte d'Assise d'Appello di Caltanissetta che vede sul banco degli imputati i boss palermitani Salvatore Madonia e Vittorio Tutino condannati in primo grado all'ergastolo per la strage di via d'Amelio a Palermo, e i falsi pentiti Francesco Andriotta, Calogero Pulci e Vincenzo Scarantino. "Come difensore dei figli del giudice Borsellino - ha detto il legale - mi associo alle richieste della procura generale. Sono condivise le richieste, il contenuto e l'impostazione della requisitoria. Proprio perché siamo sempre orientati verso l'accertamento della verità. Dalla procura sono stati elencati sei punti oscuri su cui bisogna fare ancora luce. Questa difesa si permette di aggiungerne un altro. Vi è un punto che ancor più avrebbe dovuto essere indagato che riguarda la persona del procuratore capo Giammanco, morto poco tempo fa. In oltre 20 anni nessun elemento della magistratura ha ritenuto di doverlo ascoltare. E' un soggetto che avrebbe potuto dirci molte cose interessanti rispetto alla strage. Il procuratore Giammanco e il giudice Borsellino avevano totalmente interrotto i loro rapporti”.

ANSA

Foto © Shobha

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