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Lo Voi, più aule con video-sorveglianza. Dap, evitare automatismi
Roma. Il 41 bis si è dimostrato efficace, è migliorabile, ma necessario. E' un parere unanime quello dei magistrati hanno partecipato all'incontro organizzato per i vent'anni dalla fondazione del Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, reparto specializzato che si occupa dei detenuti ad alta pericolosita' come mafiosi e terroristi. Il procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Giovanni Russo, il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e quello di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri non hanno dubbi: resta necessario interrompere con il 41 bis i collegamenti con l'esterno per gli affiliati a organizzazioni criminali. "Dal 41 bis non si può derogare", ha detto Bombardieri. "E' un pilastro della lotta alla mafia", ha aggiunto Russo. Anche per il Garante dei detenuti, Mauro Palma "è uno strumento oggi necessario, evitando però ogni afflizione aggiuntiva", ha puntualizzato. Il 41 bis "non è una pena aggiuntiva", ha chiarito Lo Voi, soffermandosi sulla capacità comunicativa del sistema mafioso anche dietro le sbarre: "All'Ucciardone il 23 maggio 1992 si brindò alla morte di Falcone e il 19 luglio, dopo aver sentito il botto che proveniva da via D'Amelio, un detenuto disse ai suoi 'saltò Paoluzzo' riferendosi a Borsellino". Per questo il capo della procura palermitana, che ha indicato la necessità di "un maggior numero di aule con video-collegamento per evitare di riunire insieme in uno stesso spazio soggetti capaci di capirsi con un sguardo". "Ci stiamo lavorando sia nelle carceri che nelle strutture giudiziarie", ha risposto il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria Francesco Basentini che ha anche richiamato l'attenzione su una criticità: "Bisogna evitare automatismi nelle proroghe del 41 bis, specie vicino alla scadenza della pena", per evitare "un'anomalia: che da un giorno all'altro il detenuto passi dal 41 bis alla libertà".

ANSA

Foto © Imagoeconomica

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