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rostagno mauro muralesdi RQuotidiano
Sono trascorsi dieci mesi dalla sentenza d’appello del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo ucciso da Cosa nostra nel 1988, ma, nonostante il termine scadesse lo scorso 20 agosto, non c’è ancora traccia delle motivazioni con cui la Corte d’assise d’appello di Palermo ha confermato l’ergastolo per il boss trapanese Vincenzo Virga e assolto l’altro imputato, Vito Mazzara, accusato di essere il killer. La denuncia è di Maddalena Rostagno, figlia del sociologo. “Caro Babbo Natale, sperando di ricevere molti libri in regalo, potresti anche porgermi le motivazioni della sentenza di secondo grado, decisa il 19 febbraio scorso, e il 20 agosto scadeva il termine per depositarle?”. Secondo la sentenza è stata la mafia ad uccidere Mauro Rostagno il 26 settembre 1988 ma ci sono ancora punti oscuri. Vincenzo Sinacori, fino agli anni 90 capo della famiglia di Mazara del Vallo, ha detto: “Rostagno è morto per le sue trasmissioni televisive, non perdeva occasione di attaccare Cosa nostra”. I giudici, evidentemente, non avevano ritenuto sufficienti per una condanna di Mazzarra le analisi delle impronte genetiche trovate sui resti del fucile.

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