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niceta angelo 600 facebookLa pubblicita' del processo sia garantita fin dalla prossima udienza dell'8 febbraio 2018

C’è un processo in corso a Palermo che vede imputato per bancarotta Angelo Niceta, il Testimone di Giustizia che sta svelando ai magistrati le collusioni, anche istituzionali, della “Palermo Bene” e che chiama in causa direttamente i vertici di Cosa nostra. Un Testimone per il riconoscimento del cui ruolo si sono mobilitati solo alcuni mesi fa migliaia di cittadini, aderendo in oltre 26000 all’appello in suo favore, e sulla cui vicenda pendono quattro interrogazioni parlamentari.

È doveroso ricordare, tra l’altro, che fu proprio Angelo Niceta lo scorso 19 luglio, intervenendo al concerto dell’orchestra giovanile “Falcone-Borsellino” a Bagheria, a “sfidare” il boss Pino Scaduto, allora appena scarcerato, sul suo territorio denunciandone pubblicamente il ruolo apicale nella mafia palermitana e indicandone perfino l’indirizzo. I recenti fatti – con l’arresto dello stesso Scaduto, che le cronache hanno indicato anche come attivissimo a dirigere la mafia palermitana – sono una prova ulteriore dell’attendibilità complessiva di Angelo Niceta e del suo coraggio nel denunciare fatti scomodi quando nessuno ha il coraggio di parlarne e persone “potenti”, ma anche e soprattutto dell’interesse sociale verso la sua persona e ciò che lo riguarda.

Nello stesso processo è costituito come “parte civile”, di cui si contesta la legittimità, anche lo zio Michelangelo Niceta, recentemente indagato in un’inchiesta nata proprio dalle dichiarazioni di Angelo Niceta, secondo quanto riportato dalla stampa, per “riciclaggio aggravato dal metodo mafioso” nella vicenda della costruzione del Centro Commerciale “Forum” di Brancaccio.

Durante l’ultima udienza del processo il Comitato dei Cittadini per Angelo Niceta aveva chiesto formalmente al Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Palermo, Dott.ssa Donatella Puleo, l’autorizzazione alla ripresa audiovisiva delle udienze per poter fare informazione e documentare un processo ignorato, forse in modo non innoncente, dalla gran parte degli organi di informazione e che invece è di rilevanza assoluta.

È un principio giuridico moderno non negoziabile quello della pubblicità delle udienze, che non a caso si tengono, tranne casi particolari, a porte aperte, proprio perché la Giustizia, per essere tale, deve essere amministrata in nome del popolo e quindi in modo trasparente, coram populo, davanti all’opinione pubblica, che deve esercitare il suo controllo su ciò che avviene nelle aule di Tribunale.

Proprio ciò temiamo si voglia negare. Per tale motivo ci appelliamo a tutti coloro che hanno a cuore il rispetto di un principio fondamentale del diritto e della democrazia per una mobilitazione affinché venga concessa senza indugio fin dalla prossima udienza, calendarizzata per l’8 febbraio 2018, l’autorizzazione alla ripresa audiovisiva delle udienze.

Autorizzazione che a nostro avviso avrebbe dovuto essere addirittura un atto scontato, e che faremo in modo non diventi l’ennesimo diritto di fatto negato, anzitutto ai cittadini che hanno diritto di essere informati su TUTTI i fatti che accadono in un processo di tale importanza.

Il Comitato dei Cittadini per Angelo Niceta

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