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maniaci pino 610Il processo resta a porte chiuse
di AMDuemila
Mercoledì scorso si è aperto il processo in cui è imputato anche Pino Maniaci, direttore di Telejato ma è stato subito rinviato al 20 settembre, per un difetto di notifica. Maniaci è accusato di estorsione e assieme a lui siedono nel banco degli imputati Nicolò Salto, Giuseppe, Antonino, Tommaso, Francesco e David Giambrone, Francesco Petruso, Antonino Frisina, Antonio Salto e Salvatore Peteuso.
Bisognerà aspettare settembre per seguire l’evoluzione del caso perché ci sono stati ben quattro errori di notifica che hanno rinviato tutto a dopo la pausa estiva. Una scena già vista, anche nella penultima udienza infatti, c’era stato il rinvio per un errore di notifica nei confronti di Vito Spina. Questa volta gli errori di notifica sono nei confronti di Lo Biundo (ora ex sindaco di Partinico), nuovamente Vito Spina (anche lui ex ora vicesindaco di Borgetto) e uno degli imprenditori Brugnano che, dopo la sua assoluzione come imputato, in questo processo è parte lesa.
Tra i testi chiamati dalla difesa di Maniaci risaltano i nomi di Silvana Saguto e Cappellano Seminara indagati nell'inchiesta sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia.

Il processo resta a porte chiuse
Niente riprese e giornalisti, rigettate infatti, assieme a tutte le altre richieste, anche quella della RAI, avanzata dal vicedirettore della testata regionale Rino Cascio. Contrari l’Associazione Rita Atria e i difensori di Pino Maniaci, Ingroia e Parrino che non sono riusciti però a far cambiare idea.
A riguardo il deputato Davide Mattiello ha commentato a posteriori la decisione: “È incomprensibile la decisione presa ieri dal Tribunale di Palermo di vietare le riprese video e audio nel processo che vede imputato, tra gli altri, Pino Maniaci fondatore della emittente Telejato". E ancora: "Non si comprende come mai per il Presidente della seconda sezione penale, Benedetto Giaimo e per la pm Dott.ssa Amelia Luise, sia diventato un processo che 'non ha interesse sociale'. Ce lo ha eccome”. “L’opinione pubblica deve essere nelle condizioni di capire - ha concluso Mattiello - se l'esperienza di Telejato è stata una truffa amara che ha coperto comportamenti gravi o se, viceversa, è stata una esperienza scomoda e coraggiosa che qualcuno sta cercando di seppellire, esasperando in chiave criminale aspetti senz'altro disdicevoli”.

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