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"Abbiamo avviato un'indagine sull'episodio. Altro non posso aggiungere". Lo ha detto Federico Cafiero de Raho, procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, alle telecamere del network Reggio Tv, in merito all'episodio che ha coinvolto il massmediologo Klaus Davi. La tutela nei suoi confronti "e' necessaria perche' il suo coraggioso lavoro giornalistico e' un'inchiesta portata avanti nei confronti di esponenti della 'ndrangheta o comunque di famiglie vicine alla 'ndrangheta. Il suo modo di porgersi finisce per determinare una sua maggiore esposizione, che in un territorio come questo in cui la 'ndrangheta e' capillarmente presente potrebbe certamente determinare pericolo per la sua incolumita'. E' evidente che la' dove c'e' un giornalista, che svolge un'attivita' di inchiesta, cosi' penetrante come la sua, e' necessario che questo venga tutelato. Allorquando le riprese televisive, tendono ad evidenziare comportamenti mafiosi disdicevoli, in contrasto con le regole sociali e le regole del diritto, e' chiaro che disturbano i clan, perche' interrompono il loro controllo del territorio. Giustamente le persone oneste si aspettano che lo Stato intervenga a contrastarle - ha concluso -, cosa che per la verita' si sta facendo quasi quotidianamente, mentre i clan non tollerano che il giornalismo conquisti spazi sul territorio".

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