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ciancimino massimo big2Al processo Ciancimino jr funzionario Aisi ascoltato a porte chiuse
di AMDuemila
Caltanissetta. "Non ho mai conosciuto Vito Cancimino. Posso dire lo stesso di Massimo Ciancimino, del quale non conoscevo nemmeno l'esistenza". A dirlo è l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro, deponendo stamattina davanti al giudice monocratico di Caltanissetta Marco Sabella, nel processo a carico di Massimo Ciancimino accusato di calunnia. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, è imputato per avere dichiarato che Gianni De Gennaro e Lorenzo Narracci avevano veicolato informazioni riservate al padre Vito e ad esponenti mafiosi.
Nello specifico Ciancimino ha accusato De Gennaro di aver fatto questo tramite il conte Romolo Vaselli, imprenditore edile, considerato un prestanome del padre Vito. Sul punto De Gennaro ha detto: "Quando lavoravo al Nucleo centrale anticrimine il dottor Vaselli si presentò per fare alcune dichiarazioni su questioni riguardanti Palermo e in particolare la pubblica amministrazione. Fu l'Ufficio istruzione di Palermo, Giovanni Falcone, a dirgli di rivolgersi a noi. Ma, per quanto mi risulta, dalle sue dichiarazioni non venne mai aperta alcuna indagine". L'ex capo di polizia ha inoltre negato di avere mai incaricato qualcuno per tenere contatti con mafiosi nel periodo tra la strage di Capaci e via D'Amelio e di avere sentito parlare del fantomatico "signor Carlo Franco" (secondo Massimo Ciancimino un esponente dei Servizi) solo dalla stampa.
Anche Lorenzo Narracci, attuale funzionario dell'Aisi (Servizio segreto italiano), sentito stamani a porte chiuse prima di De Gennaro, ha negato di aver conosciuto Vito e Massimo Ciancimino e di avere mai avuto alcun rapporto con loro.  
Narraci ha potuto testimoniare a porte chiuse in base a una legge  che consente ai dipendenti dei servizi questo tipo di audizione. A chiedere l'applicazione della norma era intervenuto anche il ministero degli Interni con una nota.
Al teste il pm Stefano Luciani ha chiesto se sapesse spiegarsi come mai, sul luogo dell'esplosione della strage di Capaci fu trovato un biglietto con il suo numero di telefono. In tutta risposta Narracci ha detto che probabilmente era stato perso dal suo segretario e, quando il pm ha insistito sul punto facendo notare che si trattava di una distrazione piuttosto grossolana, ha aggiunto di non sapersi spiegare come possa essere accaduto e che proprio da questo fatto era nata la teoria di un presunto ruolo dei Servizi nelle stragi del '92.

Fonte ANSA

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