30 settembre 2013
15,00 - Il Gup di Palermo Gianluca Francolini ha assolto il senatore del Pdl, Antonio D'Alì, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, per i fatti successivi al 1994 e ha dichirato la prescrizione per quelli precedenti. I pm Paolo Guido e Andrea Tarondo avevano chiesto la condanna a 7 anni e 4 mesi.
La sentenza è stata emessa col rito abbreviato
14,00 - Sorpresa. C'è la sentenza.
Il gup Francolini ha respinto la richiesta della Procura di sentire ancora Treppiedi e il suo autista, che hanno raccontato di essere stati minacciati da persone vicine all'imputato. Pertanto si è ritirato in camera di consiglio per la sentenza. La Procura, lo ricordiamo, ha chiesto la condanna del senatore a 7 anni e 4 mesi. Gli avvocati di D'Alì hanno prodotto questa mattina dieci articoli di stampa dai quali, secondo i legali, emergerebbe l'inattendibilità di Treppiedi. In elenco anche un resoconto giornalistico circa un contatto tra il capomafia Matteo Messina Denaro e il sacerdote, che si sarebbe reso disponibile ad aprire conto segreto a New York.
13,00 - Il gup di Palermo Gianluca Francolini, che celebra il processo per concorso in associazione mafiosa a carico del senatore del Pdl Antonio D'Alì, ha respinto la richiesta della Procura di sentire due testi che hanno raccontato di essere stati minacciati da persone vicine all'imputato e si è ritirato in camera di consiglio per la sentenza, già originariamente fissata per oggi. La Procura ha chiesto la condanna del senatore a 7 anni e 4 mesi. Il verdetto è atteso per il pomeriggio.
In mattinata i pm Guido e Tarondo avevano chiesto l'audizione di altri testi. In particolare era emerso il fatto che don Ninni Treppiedi, uno dei teste chiave del processo, sarebbe stato addirittura avvicinato da un maresciallo dei carabinieri che lo avrebbe invitato a stare attento a proposito della collaborazione intrapresa con la magistratura. Altre due persone, inoltre, avrebbero minacciato Treppiedi di farlo divenire "oggetto di campagna mediatica infamante". In questo momento l'udienza è sospesa.
La difesa, dunque, ha avuto la meglio. Gli avvocati di D'Alì si erano opposti alla richiesta dell'accusa sottolineando il fatto che in questa fase non si possano fare nuove indagini e producono invece dieci articoli di stampa dai quali, secondo i legali, emergerebbe l'inattendibilità di Treppiedi. In elenco anche un resoconto giornalistico circa un contatto tra il capomafia Matteo Messina Denaro e il sacerdote, che si sarebbe reso disponibile ad aprire conto segreto a New York.
12,40 - Si allungano ancora i tempi del processo al senatore Pdl Antonio D'Ali', accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
La sentenza era prevista per oggi ma potrebbe slittare dopo le nuove richieste presentate oggi in udienza dai pm Paolo Guido e Andrea Tarondo. I magistrati hanno chiesto al gup Gianluca Francolini di riascoltare don Nino Treppiedi e Vincenzo Basirico', due dei testi gia' ascoltati durante il processo. Secondo i magistrati, come denunciato dagli stessi testimoni, Treppiedi e Basirico' una decina di giorni fa sarebbero stati avvicinati da "persone vicine al senatore D'Ali'" che avrebbero intimato loro, in due diversi episodi: "stai attento a quello che dici". Il gup si e' riservato di decidere di riascoltare i due. La difesa di D'Ali' si e' opposta portando in aula alcuni ritagli di giornale in cui si fa riferimento all'inchiesta in cui e' coinvolto il prete, recentemente sospeso da Papa Francesco per una storia di ammanchi e vendite 'abusive' di immobili di proprieta' della Curia. Treppiedi e' accusato di truffa e falso, avrebbe fatto sparire soldi dalla Curia. Durante il processo Treppiedi avrebbe raccontato, tra le altre cose, di alcune presunte pressioni da parte dell'imputato per fare trasferire il dirigente di polizia Giuseppe Linares dalla squadra mobile di Trapani.
08,00 - Va in scena l’ultimo atto. Potrebbe essere oggi il giorno decisivo del processo che vede imputato il senatore trapanese del Pdl Antonio D’Alì accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Oggi davanti al Gup di Palermo Giovanni Francolini, ci saranno le conclusioni delle parti. L’accusa è sostenuta dai pm Andrea Tarondo e Paolo Guido, mentre a difendere D’Alì sono gli avvocati Gino Bosco e Stefano Pellegrino. E quello che potrebbe chiudersi oggi è un processo, che si tiene con il rito abbreviato, che negli ultimi giorni si è arricchito di colpi di scena. La sentenza era attesa 10 giorni fa, ma prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio è stata portata sul tavolo la memoria di don Ninni Treppiedi, ex cassiere della diocesi di Trapani.
D’Alì è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Sono tante le inchieste che lo hanno soltanto sfiorato in tutti questi anni per i suoi presunti rapporti con la mafia trapanese. Adesso si è arrivati a un processo con il rito abbreviato, che oggi potrebbe concludersi. La sentenza è stata slittata dopo che era stata chiesta l’acquisizione della testimonianza di Treppiedi e del suo collaboratore Vincenzo Basiricò.
Treppiedi ha risposto per circa tre ore alle domande davanti. Il sacerdote, a sua volta indagato a Trapani per una frode ai danni della Curia e per questo sospeso a divinis per 5 anni dal Vaticano, interrogato nei giorni scorsi dai Pm di Trapani, aveva reso ampie dichiarazioni circa presunti rapporti tra D'Ali' e esponenti della mafia trapanese. "Prima sentivo il peso di certe cose... Quando si dice la verita' ci si sente meglio, piu' liberi", ha detto il prete uscendo dall' aula 17 dopo essere stato ascoltato da tutte le parti presenti durante l’ultima udienza. Treppiedi è stato confessore di D’Alì per diversi anni. E ora confessa, racconta la sua versione. Vuota il sacco. E cosa ha raccontato Treppiedi?
Ad esempio che D'Alì avrebbe cercato di far trasferire l'ex capo della Mobile di Trapani, Giuseppe Linares. Linares è stato trasferito pochi mesi fa, adesso è stato promosso e dirige la Dia di Napoli. "In molte occasioni - dichiara nel verbale Treppiedi - D'Alì e la moglie Postorivo si lamentarono di una persecuzione investigativa che aveva cercato di metterlo in difficoltà coinvolgendolo in vicende di mafia". "Mi riferirono - continua Treppiedi - di aver anche attivato iniziative per ottenere il suo trasferimento attivando anche molteplici canali informativi a Trapani ed Alcamo per acquisire informazioni personali di carattere riservato ed eventualmente compromettenti, che potessero determinare il suo allontanamento".
D'Alì, secondo Treppiedi e la Procura, fece trasferire Pasqua, il capo di gabinetto del Prefetto Sodano, che fu mandato a Parma. Per Treppiedi, D'Alì avrebbe indotto l'ex sindaco di Valderce, Camillo Iovino, a fare falsa testimonianza (Iovino è stato poi condannato per favoreggiamento). Questi e altri fatti racconta il sacerdote. Ha inoltre parlato anche di altre pressioni all'ex moglie del senatore, Picci Aula, affinché non rivelasse agli inquirenti dei rapporti intrattenuti dall'ex marito con il boss castelvetranese Francesco Messina Denaro ed il figlio Matteo. Picci Aula parlò delle relazioni tra D'Alì e Messina Denaro in un'intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano e smentita subito da lei stessa. Era il 2009. D’Alì si difende: "Nonostante nella sua immaginifica ricostruzione di fatti che riguardano me e la mia famiglia nella deposizione in udienza Treppiedi non abbia detto nulla in merito, apprendo di una serie di note di stampa che mi indicano come autore di pressioni presso il vertice della Polizia di Stato quando ero sottosegretario di stato al ministero dell'interno per sollecitare l'allontanamento dal territorio trapanese del dott. Linares, capo della squadra mobile, trasferimento peraltro non avvenuto. Al riguardo preciso, ove non bastasse la testimonianza già resa dall'allora Capo della Polizia prefetto De Gennaro ed acquisita agli atti del procedimento a mio carico avanti il GUP di Palermo, che non sono mai intervenuto in tale direzione e che , viceversa, ad ogni utile occasione non ho mancato di sottolineare i miei apprezzamenti nei confronti dello stesso e delle Forze dell'Ordine che operano in provincia di Trapani”.
a.marsala.it
