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9 novembre 2011
Trapani. Le canne del fucile usato per uccidere il giornalista sociologo Mauro Rostagno sarebbero esplose per un'imperizia: un errore di taratura dell'arma. Questo, in sintesi, quanto ha affermato l'ex colonnello del Ris di Roma, Giovanni Lombardi, deponendo come teste in Corte di assise a Trapani nel processo a carico dei due presunti assassini: il boss Vincenzo Virga (indicato come mandante) e Vito Mazzara (accusato di essere uno degli esecutori del delitto). L'ufficiale dell'Arma rispondendo alle domande della difesa ha detto in particolare che l'esplosione potrebbe essere attribuita a una «cattiva registrazione della ghiera che agisce sulla molla dell'ammortizzatore e, di conseguenza, cattiva taratura del freno». Sempre incalzato dai legali del collegio di difesa, il colonnello Lombardi ha specificato che la registrazione della ghiera è «alla portata di qualsiasi cacciatore». Parlando delle cartucce trovate sul luogo dell'agguato, e rispondendo al Pm Francesco Del Bene, il colonnello ha detto che «la chiusura era a stella», caratteristica che «generalmente, indica una produzione di origine industriale». L'udienza è stata rinviata a mercoledì 23 novembre. Nell'aula bunker del carcere San Giuliano sarà ascoltato il collaboratore di giustizia Francesco Milazzo.

ANSA

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