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Il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno nei confronti di due Spa che hanno affidato oltre 4,5 milioni di euro di lavori per la realizzazione di “un’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni”, finanziata anche con fondi Pnrr, a un’impresa edile destinataria di un interdittiva antimafia emessa nel 2022 dalla Prefettura di Milano e guidata da un imprenditore di Messina condannato in via definitiva per associazione mafiosa e indagato dalla Dda di Milano per trasferimento fraudolento di beni aggravato dal metodo mafioso. Su richiesta della pm Silvia Bonardi e dell’aggiunto Alessandra Dolci, i giudici della sezione misure di prevenzione hanno riconosciuto alle aziende una “colpa di organizzazione” che ha messo in pericolo “appalti pubblici con rilevanti profili di sicurezza e di interesse strategico”. I lavori sarebbero stati svolti in alcuni cantieri della Lombardia. Il provvedimento è stato eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Milano che, con un terzo decreto, ha sequestrato 1,5 milioni di euro all’imprenditore condannato. Il suo “patrimonio”, consistente nell’impresa edile, beni immobili e conti correnti, è ritenuto dai giudici di “provenienza illecita” perché sproporzionato ai redditi dichiarati e alle attività economiche dallo stesso svolte. 

Foto © Imagoeconomica 

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