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La Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Messina, Alessandra Di Fresco, ha ammesso l'Associazione nazionale antimafie Rita Atria come parte civile nel procedimento che vede imputati diciassette presunti appartenenti alla famiglia mafiosa barcellonese degli Ofra. L'associazione è rappresentata dagli avvocati Valentino Francesco Gullino del Foro di Messina e Goffredo D'Antona del Foro di Catania. Secondo la contestazione formulata dalla Procura, gli imputati avrebbero continuato a gestire un'azienda attiva nella rottamazione, nei ricambi auto e nello smaltimento rifiuti nonostante la confisca disposta in precedenza. I reati ipotizzati includono estorsione, violazione della pubblica custodia di cose e sottrazione di beni sottoposti a sequestro, aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosi. L'associazione ha denunciato la gravità dell'assenza dell'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati, che nel procedimento riveste la posizione di parte offesa in quanto titolare della gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata, e del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, direttamente coinvolto come comunità nel procedimento ma non rappresentato in aula.  Il processo proseguirà nelle prossime udienze con l'esame delle imputazioni e delle responsabilità contestate ai membri del gruppo accusato di avere mantenuto il controllo dell'azienda nonostante le misure patrimoniali disposte dallo Stato. L'ammissione dell'associazione come parte civile consentirà di rappresentare in giudizio l'interesse della società civile nei confronti dell'uso e della tutela dei beni confiscati. 

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