Nota dei rappresentati del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato
"La presunta apertura al dialogo del governo verso la magistratura si è rivelata il solito bluff targato Meloni-Nordio: era solo una trovata retorica. Quindi il centrodestra andrà avanti per la sua strada per rendere la Giustizia più debole, farraginosa e costosa. Altrettanto retorica sembra l'apertura del governo verso gli 8 punti proposti dall'Anm. In oltre due anni abbiamo visto quanta indifferenza e quanta inconcludenza hanno caratterizzato l'azione del governo, ad esempio, sulle carenze negli organici della Giustizia, sull'emergenza carceri e sulle difficoltà di avvio del processo penale telematico. Anche nell'ultima legge di Bilancio la parola d'ordine è stata l'immobilismo, in base a cosa oggi dovremmo credere ad un cambio di passo? D'altra parte la priorità del governo è spendere soldi in armi. Quanto alla smentita sulla volontà di sottrarre ai pubblici ministeri la direzione e il coordinamento della Polizia Giudiziaria, il ministro Nordio dovrebbe chiedere lumi a sè stesso, che fin dall'inizio del suo mandato alla fine del 2022 ha detto in tutte le salse che nel suo modello di Giustizia il Pm non ha la direzione della Polizia Giudiziaria. E infatti governo e maggioranza hanno bocciato un nostro ordine del giorno che li vincolava a non toccare quei poteri dei pubblici ministeri". Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
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