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Ventitré condanne, fino a 11 anni, e dodici patteggiamenti, con pene complessive per oltre 100 anni. E’ l’esito del processo che si celebra con la formula del rito abbreviato davanti al Gip del Tribunale di Bologna, Alberto Ziroldi, nei confronti dei soggetti che lo scorso marzo vennero sottoposti a misure cautelari (carcere, domiciliari, divieto e obbligo di dimora) dalla squadra Mobile di Bologna, coordinata dal pm della Dda, Roberto Ceroni, nel corso di un'operazione antidroga che smantellò un'organizzazione specializzata nel traffico di cocaina, eroina e hascisc in diverse piazze della città, dal centro storico alla periferia. Nella rete degli investigatori finirono cittadini tunisini, considerati al vertice dell'organizzazione, ma anche italiani, pakistani, albanesi e nigeriani. I poliziotti accertarono un'ampia capacità di approvvigionamento di cocaina da parte di alcuni indagati italiani, che avevano come fornitori cittadini albanesi. I pakistani erano invece specializzati nei rifornimenti di eroina. Le indagini scattarono nel 2021 dopo il pestaggio ai danni di un 25enne tunisino, aggredito a bastonate da alcuni connazionali in via Moline: si trattava di un tentativo di 'convincere' il giovane a spacciare per conto dell'organizzazione, anziché per una banda concorrente. Il 25enne ha poi collaborato alle indagini. Per la polizia l'organizzazione avrebbe piazzato fino a 5mila dosi di cocaina e 1500 dosi di eroina: in varie fasi vennero sequestrati tre chili di coca, un chilo di eroina e sei chili di hascisc, oltre a circa 30mila euro in contanti. Secondo quanto ricostruito dalle indagini ai pusher che spacciavano in strada veniva garantito uno 'stipendio' fisso da 2.500 euro al mese, assicurato anche in caso di arresto per consentire ai familiari di pagare le spese legali.

Foto © Imagoeconomica

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