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Diritti, istruzione e futuro. Giovani nelle strade per l’Italia del domani

Questa mattina tra le tante città italiane anche a Palermo i giovani delle scuole sono tornati in piazza all'indomani della giornata mondiale dello studente.

I ragazzi di “Studenti PMO”, un coordinamento di realtà liceali indipendenti della città (composto da ragazzi dei Licei Mario Rutelli, Regina Margherita, Umberto I, Kiyohara-Parlatore, Benedetto Croce e Vittorio Emanuele II), hanno organizzato un corteo che ha inondato le strade del centro storico, protestando per la morte di giovanissimi compagni in attività di PCTO, edifici scolastici in condizioni pietose e l'esistenza, ancora oggi, di istituti di “Serie A” e di “Serie B”.

"Non possiamo stare zitti – dicono - davanti alla morte di ragazzi come noi. Non possiamo rimanere indifferenti". Il riferimento è ai tre ragazzi morti nel 2022 durante le loro ore di alternanza scuola-lavoro. “Si chiamavano Lorenzo, Giuseppe e Giuliano. E questa manifestazione è anche per loro”. Forte arriva anche la critica al nuovo esecutivo che "parla di 'merito' senza aprire bocca sui diritti e le pari opportunità". Proprio il tema del merito si trova, in queste settimane, al centro di un ampio dibattito.

Da una parte chi sostiene che non si possa discutere di meritocrazia senza riforme profonde che permettano a tutte e a tutti di avere uguale accesso all’istruzione, a prescindere dalle condizioni economiche familiari (posizione condivisa dalla maggior parte degli studenti che sono scesi oggi per le strade). Dall’altra chi, come il nuovo ministro Valditara, sostiene che quella attuale non sia una scuola egualitaria in quanto non meritocratica, considerando, quindi, il merito uno strumento per arrivare all’eguaglianza.

Senza ombra di dubbio, quella di oggi è una piazza che manda un segnale inequivocabile alla classe dirigente. Spetta a quest’ultima, ora, decidere se ascoltare le istanze degli studenti o ignorare le preoccupazioni di questi ragazzi che, tuttavia, non sembrano disposti a fermarsi.

Foto © Pietro Calligaris

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