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Azione Civile condivide la denuncia della Federazione del Sociale USB. La Sicilia, da anni, si trova in ginocchio per il pessimo stato della rete ferroviaria, la lentezza dei treni, le condizioni di precarietà delle reti stradali, il dissesto idro-geologico che ha causato vere tragedie negli ultimi anni, proprio nel messinese. Per non parlare della mancata messa a norma degli edifici scolastici. Tutte problematiche che necessitano d’interventi urgentissimi, irrinunciabili, per prevenire i disastri, piuttosto che piangere i morti, e sentire le solite false promesse del ministro di turno.

Il sogno di collegare la Sicilia al continente risale, addirittura, ai Romani. Ma fu nel 1969 che il Ministero del Lavori pubblici bandì un “concorso internazionale di idee” per un progetto di 3.666 metri di attraversamento stradale e ferroviario dello stretto. Sarebbe stato il ponte più lungo del mondo. A partire dagli anni’80 con Bettino Craxi, negli anni ’90 con Andreotti ed, infine, con il governo Berlusconi, il tema “ponte”, è stato cavallo di battaglia, un “mantra” con la promessa di creazione di lavoro nell’isola che la sua realizzazione avrebbe comportato. Il sogno sembrava sul punto di compiersi quando, nel 2011, arrivò l’approvazione da parte della società concessionaria. Mai progetto fu più controverso. Denunce d’infiltrazioni mafiose, proteste e manifestazioni delle associazioni ambientaliste per la ferita al paesaggio, “bene comune”, protetto dall’art. 9 della Costituzione, che la sua realizzazione comporterebbe e per l’alto rischio di terremoti e maremoti che presenta lo stretto.
Quindi, diciamo, orgogliosamente: NO AL PONTE!

Azione Civile


NO AL PONTE, CHE CI HA GIÀ DISSANGUATO!

Per anni ha operato la Società "Stretto di Messina Spa", con il compito di realizzare la progettazione per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Per questa "progettazione", come certificano i bilanci della stessa società pontista, sono stati spesi ad oggi 312 milioni di euro.

???? 312 milioni di euro bruciati mentre in Sicilia gran parte della linea ferrata esistente è a binario unico, e tante altre tratte sono state eliminate, imponendo alle lavoratrici e ai lavoratori pendolari l'utilizzo del trasporto (più costoso) su gomma; mentre la rete stradale urbana ed extraurbana e autostradale, spesso anche per assoluta mancanza di manutenzione ordinaria, è a pezzi; mentre è sempre più raro che non ci sia un comune siciliano, che non sia coinvolto, a rischio idrogeologico.

???? 312 milioni di euro bruciati mentre in Sicilia oltre l'80% degli edifici scolastici non sono a norma e gran parte di essi sono localizzati in zone sismiche; mentre nell'arcipelago siciliano non esiste un Piano Regionale Abitativo e tantissime famiglie, senza la possibilità di accedere alle CASE POPOLARI, subiscono sfratti e sgomberi e pignoramenti a causa della mancanza di reddito; mentre la sanità pubblica continua a subire la chiusura di ospedali e di pronto soccorsi.
IL PONTE, quindi, ha già rapinato risorse ai nostri territori!
In questo contesto neocoloniale, la Federazione del Sociale USB Sicilia esorta la Sicilia oppressa e sfruttata alla mobilitazione contro qualsiasi progettazione pontista espressione dei vari clan delle multinazionali del profitto e sarà presente alla manifestazione di venerdì 26 luglio a Torre Faro, Messina.

Federazione del Sociale USB Sicilia

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