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scordato cosimoPalermo (AdnKronos). "Ora basta con questi giochetti. C'è gente che muore di fame, mentre i politici, i burocrati dell'Ars sono riusciti a salvaguardare loro stessi con stipendi altissimi. Non ho mai pensato di fare un processo pubblico, però mi chiedo come facciano a convivere con tutto questo mentre c'è gente che muore di fame?". Arriva a stretto giro di posta la replica di don Cosimo Scordato al segretario generale dell'Ars Fabrizio Scimè, che oggi gli ha scritto una lettera in cui gli chiede di avere "rispetto" per i dipendenti dell'Assemblea regionale siciliana dopo le polemiche sui tetti agli stipendi. Scimè chiede anche a don Scordato di finirla con i "pubblici processi". "Non ho ancora ricevuto la lettera dall'alto burocrate - spiega don Scordato all'Adnkronos - Ma non appena la riceverò gli risponderò per educazione, potrei anche chiedergli un incontro pubblico". Ma tiene anche a precisare: "Sa quanto prende ilo nostro arcivescovo? Appena 1.200 euro al mese. Eppure noi ci sentiamo dei privilegiati. Loro non solo prendono stipendi altissimi ma non vogliono neppure avere il tetto ai 240 mila euro l'anno - dice - è vergognoso. Non solo bisognerebbe abbassare i tetti ma proprio gli stipendi". E spiega: "Io neppure sapevo dell'esistenza di questi tetti, se non ne avesse parlato il Presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè dopo la sua elezione".

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