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20141202-se-gioventu-consensoVIDEO DEL CONVEGNO
da
19luglio1992.com - 5 dicembre 2014
Il 2 dicembre scorso gli studenti del liceo Majorana di Torino hanno incontrato Salvatore Borsellino, Renato Accorinti (sindaco di Messina) e Fabio Repici (avvocato Familiari Vittime di mafia) durante il convegno "SE LA GIOVENTU' LE NEGHERA' IL CONSENSO..."
L'incontro, organizzato dal Movimento Agende Rosse - gruppo "Paolo Borsellino" di Torino,  è inserito in un progetto sulla legalità che la scuola sta portando avanti grazie al prezioso contributo dell'insegnante di lettere e filosofia Cinzia Gallotti.
Alcuni ragazzi hanno voluto scrivere le riflessioni e le emozioni scaturite dall'incontro. Le riportiamo di seguito:

"E’ sicuramente uno di quegli incontri che attiva qualche meccanismo interno. E’ incredibile come il cambiamento possa scaturire dalle parole pronunciate, dalle sensazioni comunicate da persone appena conosciute. Sicuramente porto con me la tensione emotiva della parole di Salvatore, la rabbia, il rimprovero rivolto a se stesso per aver scelto in gioventù di scappare e di cercare di convincere Paolo Borsellino a fare lo stesso. E’ difficile da riportare, è una sensazione che si può provare solo ascoltando quelle parole, è un tocco delicato che smuove emozioni, pensieri, dubbi, e che arriva attraverso la sua voce.
Speranzoso è anche vedere che ci siano persone come Renato Accorinti, che lottano per qualcosa di vero e che credono nella morale, nella giustizia e che vogliono trasmettere le loro passioni in modo esplosivo. E’ riuscito ad incarnare perfettamente il disperato messaggio rivolto a noi di uscire dal nostro piccolo quotidiano e vivere veramente, non solo esistere. Ho apprezzato molto Fabio Repici, la sua umiltà e in particolare la normalità che cercava di trasmettere nello svolgere la sua attività; riusciva a rendere la difesa delle vittime di mafia il lavoro più umile e semplice, dove vi è la totale assenza della paura."
Greta

"Dell’esperienza di ieri al teatro Agnelli mi porterò dentro sicuramente una marcia in più, un’energia diversa e più grande che ho percepito dalle parole di Salvatore Borsellino, Renato Accorinti e Fabio Repici.
Queste tre persone, assolutamente degne di grande stima, in modi totalmente diversi hanno fatto emergere la loro voglia di combattere la mafia e la loro sete di giustizia. Di ognuno mi ha colpito un aspetto: di Borsellino sicuramente la voglia e l’amore con cui parla del fratello ucciso in via D’Amelio e le iniziative che sostiene per tener viva la memoria di Paolo, oltre alla parte finale del suo discorso dove incita i giovani a riprendersi un paese che è in mano a violenza e corruzione. Di Accorinti ricorderò sicuramente la forza del suo discorso, la grinta che si percepiva in ogni singola parola e la voglia di mettersi in gioco non solo per se stesso ma per un “collettivo” migliore, più unito e forte negli ideali. Ammetto che il sindaco è stata la persona che mi ha colpito di più poiché lo sentivo forse più vicino, o meglio vicino in modo diverso a noi giovani, mi ha stimolato a non guardare solo il “mio quadrato di felicità”, ma a guardare oltree a darmi da fare per far emergere i valori che contano. Infine dell’avvocato Repici ho ammirato la compostezza con cui parlava, la professionalità delle sue parole, che però lasciavano trasparire un trasporto reale, sincero e profondo.
MI porterò dentro la forza che ho provato sentendo, alla fine dell’incontro, le parole di Fiorella Mannoia: “Io non ho paura” e credo che diventeranno il mio inno personale. E ricorderò la sensazione di rabbia che ho provato quando ho visto il film “La Trattativa”, e penso che farò in modo di saperne sempre di più. E mi porterò dietro l’agenda rossa, scomparsa nel nulla, con la certezza e la speranza che un giorno riusciranno e riusciremo a scoprire nuovamente ciò che Paolo Borsellino aveva annotato, per rendergli giustizia, una volta per tutte. "
Francesca

"Brividi. Emozioni. Ecco che cosa mi è rimasto dell’incontro. Mi hanno colpito molto la grandezza interiore e la forza di queste persone. E’ stato sconvolgente venire a conoscenza della trattativa tra Stato e mafia, è come se all’improvviso mi avessero aperto gli occhi sulla realtà che ci circonda.
Vedere “la Trattativa” mi ha fatto sentire piccola, impotente e ingenua di fronte al potere dei politici e ad un sistema così fortemente pilotato. L’incontro di ieri invece mi ha dato una speranza: forse io, noi tutti, non siamo così piccoli e inutili. Forse tutti insieme possiamo fare qualcosa e forse, un po’ alla volta, le cose cambieranno.
Ogni partecipante mi ha lasciato qualcosa: Salvatore Borsellino il fatto che non sia mai troppo tardi per fare qualcosa e la sua profondità interiore, fortemente condizionata dalla rabbia, Renato Accorinti la forza di volontà e la speranza, Fabio Repici infine la forza di volontà e la grandezza di ciò che fa ogni giorno pur esponendosi ad alti rischi."
Giulia

"Ciò che mi sono “portata a casa” da questa esperienza è una speranza nuova. Sentire un uomo come Accorinti parlare di progetti indirizzati verso i più deboli, di collaborazione tra i Comuni e tra Regioni, vedere un uomo fare politica in maniera disinteressata mi ha fatto sperare; forse non è tutto perduto, forse non tutti i politici pensano solo alle proprie tasche.
Salvatore Borsellino ci ha invitato, ci ha chiesto di non lasciare il nostro Paese pieno di problemi, perché la soluzione giusta non è mai la fuga. Ci ha chiesto di rimanere per cambiare questo paese, perché “bisogna amare ciò che non ci piace per riuscire a cambiarlo”. Queste parole mi hanno fatto venire voglia di rimanere, per lavorare e rendere questo uno Stato migliore. Forse io da sola non potrò fare molto, ma come hanno detto ieri un piccolo gesto da parte di ognuno può trasformarsi in qualcosa di grande.
Personalmente prima di ieri ero priva di ogni voglia e speranza, priva di ogni interesse rispetto al mondo politica, ma ora ho capito che facendo così faccio solo i comodi di chi ha ucciso uomini giusti per il denaro e il potere. Ora ho capito che fino a quando esisteranno uomini come Salvatore Borsellino, Accorinti e Repici c’è ancora speranza, che vale la pena di lottare."
Alessia

"L’incontro di ieri mi ha lasciato un senso di speranza e di ottimismo. Noi giovani possiamo fare tanto, in fondo il nostro futuro non è poi così nero come ci vogliono far credere.
Una cosa che mi ha colpito di Salvatore Borsellino è il fatto che da giovane ha deciso di scegliere la via più facile, fuggire dal problema andando a Milano, ma che questo problema gli si è ripresentato e ora cerca di rimediare ai suoi errori con tutte le sue forze.
Questo mi ha fatto riflettere, perché oggi i giovani vanno all’estero perché è più facile trovare lavoro, ma allora non è più facile cambiare le cose qui in Italia, ripartire da qui?
Di Renato Accorinti una cosa che mi ha colpito è il suo voler farci capire che la cosa più sbagliata è guardare solo il proprio orticello. Dobbiamo essere partecipi alla vita politica e non fregarcene. E’ stato sicuramente un bell’incontro."
Cecilia

"La prima domanda dopo la visione del film “La Trattativa” e dopo l’incontro di ieri è stata: “Che cosa posso fare io?” L’indignazione, come diceva Renato Accorinti, è un sentimento forte, insieme al desiderio di verità e al non sapere da dove cominciare ad agire.
Dopo averci riflettuto ho capito che ciò che possiamo e dobbiamo fare è sicuramente informarci, cercare di capire. Inoltre dobbiamo agire nel giusto nel nostro piccolo, perché ognuno di noi ha compiuto atteggiamenti un po’ mafiosi, come quando guardiamo un’ingiustizia senza denunciarla o la compiamo noi stessi.
MI ha colpito profondamente la forza d’animo di questi uomini, che sono restati a combattere per amore della patria, dei propri concittadini, per il bene comune. Scappare non è una soluzione, non dobbiamo andarcene da questo paese e darlo per vinto senza aver almeno provato a proteggerlo. Scappando troveremo altri problemi e allora che faremo? Non possiamo scappare per sempre.
Ho anche pensato a scuole dove gli studenti non hanno alcuna voglia di imparare, in cui la situazione economica o familiare non è privilegiata come per molti di noi. Dovremmo sensibilizzare questi ragazzi, perché anche se non ascoltano un lezione, non vedo come possano rimanere indifferenti davanti a storie del genere, come non possano porsi delle domande."
Gabriele

Salvatore Borsellino - 1° parte
Salvatore Borsellino - 2° parte

Fabio Repici - 1° parte
Fabio Repici - 2° parte

Renato Accorinti - 1° parte
Renato Accorinti - 2° parte

Tratto da: 19luglio1992.com

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