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falcone-maria-web0Sorella giudice Giovanni, è momento riflessione importante
21 marzo 2014
Roma. "Per me che sono cattolica osservante, chiaramente, l'incontro con il Papa rappresenta un momento di riflessione importante, un momento che mi porta a far sì che, secondo la nostra religione, il dolore subito non si tramuti in odio ma in voglia di riscatto". Così Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni falcone ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci con la moglie e gli uomini della scorta, commenta alla Radio Vaticana la sua partecipazione alla veglia di questo pomeriggio di papa Francesco con i familiari delle vittime delle mafie. "Significa questo: perché altri non debbano piangere, perché altri non debbano subire quello che noi abbiamo subito - spiega -. Quindi, l'impegno deve servire a creare una società migliore, non dico completamente immune dal problema criminale, ma sicuramente potremmo mettere al tappeto le grandi organizzazioni criminali come Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra, che hanno un dominio del territorio in tutto il Sud d'Italia e costringono tutta la popolazione a vivere in una situazione di continua oppressione sia a livello sociale sia a livello economico". Maria Falcone ricorda anche di aver incontrato papa Giovanni Paolo II, nel '93, "quando lui è venuto nella Valle dei templi ad Agrigento, proprio un anno dopo la morte di Giovanni".

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