Messaggio del capo dello Stato al figlio del procuratore di Palermo ucciso da Cosa nostra il 6 agosto del 1980.
Il ricordo di Piero Grasso. Commemorati anche il vice capo della squadra mobile Ninni Cassarà e l'agente Roberto Antiochia
di CLAUDIA BRUNETTO - 6 agosto 2013
A 33 anni dall'attentato mafioso in cui perse la vita Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo, sono tanti i messaggi che arrivano dal mondo delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al figlio Michele e ai nipoti del giudice. "Esprimo la più sentita vicinanza a lei e ai suoi famigliari - scrive il presidente - Il sacrificio del giudice Costa richiama tuttora le istituzioni della Repubblica a dare finalmente una risposta all'esigenza di giustizia su quel tragico avvenimento. Desidero rivolgerne un commosso e affettuoso pensiero alla figura di sua madre che affiancò con forte impegno civile le battaglie del marito".
Un ricordo anche da Pietro Grasso, presidente del Senato. "Magistrato prima per passione che per professione - dice Grasso - dimostrò fin dai primi anni della sua carriera professionalità, indipendenza ed equilibrio, ma soprattutto una grande umanità e una particolare attenzione per i soggetti più deboli. Lo ricordo come mio procuratore, durante il periodo delle indagini sull'omicidio Mattarella: un uomo che ha trascorso la sua esistenza vivendo ogni giorno in prima persona il giuramento di fedeltà alla Costituzione e l'impegno di uomo dello Stato. Mi auguro che il ricordo di questa straordinaria figura, continui a essere vivo nella memoria di ognuno di noi. Perché il suo sacrificio non sia stato inutile, la sua storia deve diventare oggi la nostra storia".
Grasso ha ricordato anche, in occasione del 28esimo anniversario, l'assassinio di Antonino Cassarà e dell'agente della scorta Roberto Antiochia. "I loro nomi - dice Grasso - sono per noi tutti esempio di mirabile attaccamento ai valori quotidiani della giustizia e del lavoro, pagati con il prezzo estremo della vita". E stamattina, il vice capo della squadra mobile Ninni Cassarà, il capo della catturandi Beppe Montana, gli agenti Nino Agostino e Roberto Antiochia, sono stati ricordati con una messa alla caserma Lungaro. Una corona di fiori è stata deposta davanti alla lapide che li ricorda. Un'altra corona, invece, sarà lasciata in via Croce Rossa dove Cassarà e Antiochia vennero uccisi.
palermo.repubblica.it
ARTICOLI CORRELATI
