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maniaci-pino-web1Il direttore di Telejato: avevamo un accordo col Pd che poi è saltato. Ma la lista è morta, devono togliere la mia faccia
di Antonella Romano - 17 gennaio 2013
«CI sono momenti in cui si sbaglia. Spero che entro oggi coprano tutti i manifesti con la mia immagine. Per quello che mi riguarda la lista Maniaci è già morta. Non ho dormito la notte con questa storia dell’apparentamento della lista al Pdl di Berlusconi».

Pino Maniaci, direttore di Telejato, la gente ha capito che lei si candidava in una lista col suo nome, apparentata col Pdl. Come fa a convincere tutti che si è trattato di un errore?
«Intanto io non sono mai stato candidato e non lo sarò mai. Avevo condiviso un progetto con l’associazione Libere emittenti siciliane (Les), di cui io sono il vice presidente, per salvare dalla chiusura le tv siciliane e garantire la pluralità dell’informazione. Avevo prestato la mia faccia perché sono conosciuto. Eravamo certi di apparentarci col Pd, avevo parlato io stesso con il segretario Lupo. Ma a Roma all’ultimo minuto hanno detto di no, per non togliere voti al Megafono».

E vi siete rivolti al Pdl?
«Dopo il no del Pd, in modo provocatorio il presidente di Les, Sebi Roccaro, ha proposto allora l’apparentamento a destra».

E lei, ha condiviso o no?
«Ero preso dal lavoro, non mi sono occupato direttamente della lista. È stato tutto talmente veloce che quando me l’hanno chiesto, non so più se ho detto di sì, di no o vaff... a Lupo, a Bersani e a tutti. Ho sbagliato evidentemente».
Il giorno dopo però sono comparsi i suoi manifesti.
«Ma non c’è mai stato il simbolo del Pdl. Erano quelli fatti in precedenza: peccato, erano belli. Mi sono tirato indietro, ho fatto decine di smentite. Oggi gli editori di Les sono a Roma per togliere il mio nome e cambiare simbolo».

E chi metteranno al posto suo?
«Non lo so, non mi riguarda. Ma quella lista è finita. Seguiranno le mie indicazioni. Altrimenti mi dimetto da vice presidente e adirò le vie legali».

La gente ha legato il suo nome al Pdl: si ritiene danneggiato?
«Io responsabile della vittoria di Berlusconi in Sicilia? Mi ha fatto male. Non ho nulla a che spartire con Berlusconi, Dell’Utri, Lombardo. Mi sento più a mio agio nel centrosinistra».

E a questo punto sostiene il Pd?
«Sostengo Ingroia. Facendo il giro dell’orizzonte ho scelto il meno peggio, in assoluto non mi piaceva nessuno. Io devo fare il giornalista. Mi arrabbio quando mi chiamano giornalista dell’antimafia. Sono solo una persona normalissima che fa il suo lavoro, come dovrebbero farlo tutti i siciliani onesti».

Tratto da: La Repubblica

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