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30 agosto 2012.
Eravamo a Pontremoli ieri sera ad ascoltare il procuratore Antonio Ingroia, presenti il Direttore Belpietro e altri giornalisti.
Il Direttore Belpietro ha annunciato l’uscita delle intercettazioni sul caso Napolitano-Mancino sul settimanale Panorama.
La parola trattativa e la fuga di notizie relativa alla stessa, era di botta in quel contesto.
Il Procuratore Ingroia ha asserito: non è stata la procura di Palermo a favorire la fuga di notizie.
Se le frasi riportate da Panorama risulteranno vere, solo le indagini che auspichiamo siano aperte a breve proveranno se c’è stata fuga di notizie e da parte di chi, noi però non abbiamo dubbi su chi ha voluto tutto ciò.
Ovvero la fuga di notizie l’hanno voluta gli stragisti che hanno paura di una incriminazione per concorrenza nella strage nei mesi a venire.
La strada della fuga di notizie non porta alla verità sulla trattativa Stato-Mafia, anzi più che mai in queste ore si invocherà quella inutile “Commissione d’inchiesta parlamentare” ampiamente già invocata dal palco di Pontremoli, quasi ad esorcizzare il processo che il 29 Ottobre 2012 vedrà il suo avvio a Palermo e nel qual processo noi cerchiamo gli spazi per costituirci parte civile. Il Direttore Belpietro ha infatti invocato la “Commissione parlamentare d’inchiesta” al posto del processo penale per gli uomini dello Stato, quasi a voler scongiurare per sempre processi per chiunque abbia avuto incarichi istituzionali e non si sia comportato bene.

Continua così a ricorrere costantemente il nostro pensiero, perché se è vero che uomini delle istituzioni di quel 1993 hanno passato soggetti mafiosi, rei di crimini orrendi, da “41 bis” a carcere normale, vanno processati per le loro responsabilità penali se ve ne saranno,  è altrettanto vero che in quel Maggio 1993 qualcun altro è saltato sul carro in corsa della “trattativa a suon di 41 bis”.
Infatti il 27 Maggio 1993, ha avuto un proseguio quel “do ut des” con la mafia sancito dalla sentenza Francesco Tagliavia, messo in atto in un primo momento per fermare le stragi.
Non c’è verso, qualcuno in questo Paese, ha promesso per gli anni a venire dopo le stragi del 1993, di eliminare il 41 bis e per troppi mafiosi è stato fatto, proprio a causa di una legge che in apparenza inaspriva il carcere duro, ma di fatto attraverso i Tribunali di sorveglianza è stato ammorbidito.
Come del resto fu per Lo Nigro Cosimo stragista a Firenze che a suo tempo potè uscire temporaneamente da carcere duro e tanti altri ancora.
Le indagini sulle eventuali fughe di notizie sulle intercettazioni Napolitano/Mancino dovranno quindi velocemente stabilire CHI in questo Paese ha tutto l’interesse in queste ore di grande caos politico, istituzionale, di sbattere sui giornali notizie che vanno secondo la legge custodite fino a tempo debito e noi temiamo, lo ripetiamo, siano gli AUTORI della strage di via dei Georgofili.

Giovanna Maggiani Chelli
Presdiente Associazione tra iFamiliari delle Vittime di Via dei Georgofili

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