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15 marzo 2012
Roma. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati gestisce 3.364 beni immobili confiscati in via definitiva, «di cui 2.590 (pari al 77% del totale) risultano interessati da criticità. Per 1.556 di questi beni (pari al 46,25% del totale) è stata accertata, in particolare, l'esistenza di gravami ipotecari». È quanto si legge nella Relazione sull'attività svolta nell'anno 2011 dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, pubblicata sul sito http://www.benisequestraticonfiscati.it. Tra immobili in gestione, destinati e consegnati, non consegnati e usciti dalla gestione, il totale dei beni confiscati era di 10.438 al 31 dicembre 2011, in buona parte situati in Sicilia (4.649), Calabria (1.557) e Campania (1.501). Più in generale, tra le criticità riscontrate, «l'assoluta inadeguatezza delle risorse attribuite all'agenzia» sotto il profilo della dotazione organica, «a fronte dei molteplici compiti, complessi e delicati, che il legislatore ha voluto attribuirle». «Rilevanti criticità» sono state riscontrate con riferimento alle «difficoltà di reclutamento». A causa della «assenza di qualsiasi forma di incentivo economico ed in considerazione della contrattazione collettiva attualmente applicata -viene rilevato- priva di forme retributive adeguate ai profili richiesti (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, agronomi, esperti in management pubblico), l'Agenzia oggi non è in grado di reclutare dalle altre pubbliche amministrazioni il personale qualificato in possesso di competenze necessarie per svolgere le attività di legge». C'è quindi il rischio che il personale proveniente da altre amministrazioni, «ricevendo nell'amministrazione di appartenenza un trattamento retributivo superiore rispetto a quello previsto dalla contrattazione collettiva, applicata all'Agenzia, non opterà per entrare nei ruoli dell'Agenzia», con «inevitabili ripercussioni negative» sull'operatività. Anche in termini di budget, la previsione attuale «non appare idonea a garantire la realizzazione degli obiettivi posti al nuovo ente». Attualmente il 33% dei beni immobili consegnati e trasferiti al patrimonio indisponibile degli enti territoriali è stato destinato a finalità sociali. Significativa anche la quota destinata ad associazioni (16,9%) e alloggi per indigenti (14,7%). L'11,3% dei beni è stato destinato alle forze dell'ordine, vigili del fuoco e capitanerie di porto. Nella Relazione sono segnalate anche le novità introdotte dal codice antimafia e le relative proposte di modifica già rappresentate durante le audizioni del 18 e 25 gennaio 2012 in Commissione Antimafia dal Direttore dell'Agenzia Nazionale, Prefetto Giuseppe Caruso.

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