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ciotti-luigi-web0da repubblica.it - 21 dicembre 2011
L'iniziativa dell'associazione di Don Luigi Ciotti e di Avviso Pubblico (la rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie). Un milione e mezzo di cartoline che saranno consegnate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si chiede di adeguare il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione.

Roma. "Corrotti per il bene comune restituiscano  cio' che hanno rubato". si chiama così la campagna lanciata da Libera, l'associazione di Don Luigi Ciotti e da Avviso Pubblico (la rete degli enti locali per la formazione civile contro le mafie). Una mobilitazione - iniziata un anno fa - che ha raccolto un milione e mezzo di cartoline che saranno consegnate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nell'appello-cartolina  Libera e si rivolge a Napolitano per chiedere di intervenire affinché governo e parlamento  adeguino il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione 1, a  partire da quelle stabilite  dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. 

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Libera e Avviso Pubblico chiedono che venga resa operativa la norma che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni  sottratti dai corrotti al bene  comune. Sull'esempio dei beni confiscati ai mafiosi. "La corruzione inquina i processi della politica, minaccia il prestigio e la credibilità delle Istituzioni, inquina e distorce gravemente l'economia, sottrae risorse destinate al  bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura  democratica" sostengono el associazioni. Che ricordano come la corruzione sia "una tassa occulta", che trasforma risorse  pubbliche in profitti illeciti.

"Stando alle cifre è come se ogni  italiano fosse costretto a versare 1.000 euro l'anno nelle  casse del malaffare e dell'illegalità" spiegano. Per questo è necessario ratificare le convenzioni internazional: quella di Strasburgo, del 1999, che prevede l'introduzione nel nostro codice penale di delitti importanti, come la corruzione realizzata con favori e regali invece che con la classica mazzetta, la corruzione tra privati, l'auto riciclaggio. Inoltre è necessario modificare i termini di prescrizione, oggi troppo brevi, prevedere la possibilità di operazioni sotto copertura e introdurre la figura del collaboratore di giustizia per i reati di corruzione, come avviene per quelli di mafia. E Per concludere la confisca dei beni per indirizzarli verso un uso sociali. Le norme ci sono, si tratta di attuarle.

Disco verde dalle Regioni. "Il nostro parere è positivo" dice il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - Ciò significa che le Regioni partecipano allo sforzo di riduzione dei costi. Ci auguriamo che di qui in avanti cresca il tasso di equità della manovra".

Tratto da: repubblica.it

 

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