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barbera-salvatore-webda greenpeace.org - 8 dicembre 2011
Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Roma. Per due anni. Questo è stato imposto dal Questore al responsabile della nostra campagna Energia e Clima, Salvatore Barbera, dopo l’azione di ieri davanti a Palazzo Chigi per denunciare l’impatto dei cambiamenti climatici.

 

Salvatore, 32 anni di Pistoia, è un attivista da molti anni e negli ultimi cinque è stato impegnato a tempo pieno nello sviluppo di varie campagne internazionali. Il foglio di via viene motivato con il reiterarsi del reato di manifestazione non autorizzata. Ricordi le nostre azioni  nonviolente della campagna per il Referendum sul nucleare di giugno? Salvatore ha partecipato a tutte.

Non è il nostro primo attivista "bandito". Era già successo nel 2007 a Brindisi, quando dopo un’azione nella centrale a carbone più inquinante d'Italia, dodici attivisti furono banditi per tre anni. Pochi mesi dopo, il Tar di Lecce annullava il decreto di polizia. É successo di nuovo a fine maggio, dopo l'azione allo Stadio Olimpico di Roma nella campagna contro il nucleare, e anche in quel caso il Tar si è pronunciato all'inizio di settembre.

Ecco il commento del nostro direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio:
Opporsi ai rischi che il nucleare inevitabilmente pone alla nostra sicurezza, così come denunciare l'impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo in termini di vite umane e di costi per la società, è un atto dovuto di responsabilità civile, che non può in nessun modo essere accostata ad attività criminali.

La stessa responsabilità che il Governo e il ministro dell'Ambiente Clini dovrebbero dimostrare a Durban, prendendo a nome dell'Italia una posizione forte ed ambiziosa per la salvaguardia del clima e il rinnovo del protocollo di Kyoto.

L'utilizzo di uno strumento di riduzione della libertà concepito per criminali e oggi assorbito dalla normativa antimafia è un atto non solo sproporzionato ma profondamente sbagliato. Criminalizzare chi manifesta in modo spettacolare ma pacifico per difendere l'ambiente e il clima globale, un bene comune dell'umanità, è un errore grave. E ancora di più in un Paese che ha una lunga e triste tradizione di violenza politica e di terrorismo.

Il Ministro dell'Interno è già stato avvertito da un'interrogazione al Senato a firma Ferrante e Della Seta. Ci aspettiamo un intervento rapido per porre rimedio a un atto sbagliato da tutti i punti di vista.

ENTRA IN AZIONE
Chiedere politiche più incisive per la salvaguardia del clima e del Protocollo di Kyoto è un nostro diritto. L'ingiusta espulsione del nostro responsabile della campagna Clima da Roma non fermerà la nostra protesta, se anche tu deciderai di partecipare. Manda al Ministro dell’Ambiente Clini una cartolina dal caos climatico. Chiedigli di impegnarsi a Durban nella lotta ai cambiamenti climatici.

Tratto da: greenpeace.org

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