di Giovanna Maggiani Chelli* - 16 novembre 2011
Il 28 aprile del 1993 cadde il governo Amato, di lì a poco in Italia sarà l’inferno.
Per 18 anni, tanti da quei massacri del 1993, il sottosegretario Gianni Letta è stato vicino ai vari governi che si sono succeduti.
Oggi a quasi 20 anni di distanza non sappiamo nulla di ciò che realmente è avvenuto in questo Paese quando sono stati usati quasi 1000 chili di tritolo in quel 1993, questo perché su quei fatti si è imposto “dall’alto” il silenzio.
Come potranno uomini così fortemente vicini prima e dopo a quella stagione del 1993, essere annoverati fra coloro che si apprestano a salvare la nazione da una situazione disastrosa?
Si è parlato di un governo tecnico Monti, che peraltro noi non abbiamo visto bene, perché dei governi tecnici abbiamo paura visto che non piacciono alla mafia.
Oggi però si pensa di far entrare nel governo che da qui a poche ore nascerà, soggetti vicinissimi alla politica e senza andare alle elezioni, senza consentire ai cittadini di esprimersi in piena autonomia.
Auspichiamo che l’odore immondo “dell’inciucio” che abbiamo già respirato in altre occasioni in questi 18 anni, sia fasullo, perché in caso contrario ancora una volta sentiamo sempre più lontana la verità sulle stragi del 1993.
Verità ormai indispensabile per dare giustizia ai nostri morti che hanno pagato con la vita in quanto usati per fini politici dalla mafia, come ha ben detto Gaspare Spatuzza al processo Tagliavia pochi mesi fa.

Cordiali saluti

*Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili  

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