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di Santo Della Volpe - 25 ottobre 2011

La reazione delle associazioni dopo il danneggiamento del villaggio di Borgo Sabotino.
«Un atto vile e grave, nessuno può pensare di  vandalizzare e fermare l'impegno ed il protagonismo delle realtà associative locali impegnate in percorsi di democrazia e giustizia sociale». Così don Luigi Ciotti ha commentato l’ennesima aggressione, consumata di nascosto e di notte, nei confronti della legalità. Questa volta è successo a Borgo Sabotino, tra Latina e Fondi, dove nella notte tra venerdì e sabato 22 ottobre è stato devastato il Villaggio della Legalità, nato su un bene confiscato ed assegnato a Libera.  «Un atto grave, vile che colpisce un bene confiscato e restituito alla collettività e dove Libera si era resa disponibile su richiesta del Commissario Prefettizio di Latina  al fine di accompagnare il percorso di recupero, valorizzazione del bene con il  protagonismo delle realtà associative locali. Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica, passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale».

Così ha proseguito nella sua nota Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. I vandali ignoti sapevano che sabato 22 e domenica 23 ottobre, in quel villaggio della Legalità si sarebbero incontrati centinaia di giovani provenienti da tutto il Lazio per un'iniziativa con la partecipazione dei presidi di Libera e degli scout, sulla figura di Don Cesare Boschin, prete ucciso a Borgo Montello (che dista a pochi chilometri) per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica per l'appunto di Borgo Montello. La giornata prevedeva anche la proiezione del documentario “La Quinta Mafia”, incentrato sulla penetrazione della Camorra e della Criminalità organizzata nel Sud del Lazio, sia dal punto finanziario che politico-affaristico.

Si doveva  discutere di Legalità e lanciare nuove iniziative di uso e recupero del bene confiscato per la “quotidianità dei diritti” e per restituire ai giovani, al loro futuro, un luogo che ha grandi potenzialità di sviluppo e di risveglio culturale. L'atto vandalico ha voluto colpire questo incontro e questa prospettiva, in una zona ben nota per la penetrazione camorrista e per il legame che, proprio a partire da Fondi e comuni vicini, ha spesso unito le sorti di pezzi della politica e della criminalità organizzata. Chi ha voluto colpire Libera ha voluto colpire quei cittadini di Fondi che si sono battuti perché il Consiglio dei Ministri attuasse le reiterate richieste dell’allora Prefetto di Latina per sciogliere il precedente Consiglio Comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose (ben documentate dalle inchieste della magistratura e dei Carabinieri). Quegli anonimi incappucciati hanno quindi nomi e cognomi che ora bisognerà individuare e assicurare alla giustizia: perché chi ha colpito, quella notte voleva distruggere la legalità e la possibilità che quei giovani che a Borgo Sabatino si erano dati appuntamento.

Una intimidazione attraverso danni arrecati con precisione, quasi fossero un messaggio chiaro come un telegramma: hanno distrutto la parte interna aperta al pubblico del  Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, colpendo a mazzate computer, impianti elettrici, amplificazioni, suppellettili. Le vetrate sono state distrutte a picconate con danni complessivi  per migliaia di euro. «E' urgente - prosegue Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie - intervenire, e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili:  per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa  sono un fenomeno assodato e preoccupante». 

Il villaggio della legalità, dove trovano spazio e accoglienza associazioni e gruppi di volontariato e che quest'estate ha ospitato centinaia di volontari provenienti da tutta Italia per i campi  estivi formazione, si estende su un'area di quattro ettari con strutture per centinaia di migliaia di euro, destinate a feste e ad ospitare decine e decine di roulotte. Tutto rigorosamente abusivo e con un giro di soldi "regolarmente" in nero. Il “villaggio” è stato confiscato per abusivismo edilizio e nell'aprile del 2011 il commissario prefettizio di Latina Guido Nardone ha richiesto ufficialmente a Libera di assumersi l'incarico di accompagnare le tante associazioni locali nella realizzazione di un percorso di protagonismo e di cittadinanza attiva.

Ma i criminali hanno fatto male i loro conti: l’incontro di Libera si è svolto regolarmente, grazie ad una straordinaria catena di solidarietà e di partecipazione che ha fatto arrivare a Borgo Sabotino migliaia di persone, giovani e meno giovani: sono state riparate le strutture che si potevano aggiustare, rimessi in funzione gli impianti elettrici ed essenziali. Una solidarietà  “politica” è scattata subito con  la ferma presa di posizione del PD di Fondi che, tramite il segretario Bruno Fiore, ha chiesto di: «Alzare ancora di più la guardia, di non limitarsi a condanne generiche. Chiediamo al Ministro dell’Interno Roberto Maroni- scrive il PD - di riprendere le fila di un discorso di contrasto forte alle mafie nella Provincia di Latina e, in particolare, nel sud-pontino. Discorso che pare essersi drasticamente interrotto dopo il mancato scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose». Ed anche la nuova amministrazione di Fondi, pressata alla fine dall’opinione pubblica e di fronte alla gravità di questo atto vile, ha  deciso di partecipare all’iniziativa di Libera, portando la solidarietà della municipalità. Un gesto importante, anche per dire ai camorristi e criminali vari che la loro viltà ha unito anziché dividere e creare paura come nei loro piani; per ribadire che la legalità  non tace, ora e in futuro.

Tratto da:
liberainformazione.org

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