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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa del Comitato Nazionale per la liberazione di Mohammed Hannoun e degli altri palestinesi arrestati

Il Comitato Nazionale per Mohammed Hannoun (in foto), segretario dell’Associazione Palestinesi in Italia, arrestato a Genova e detenuto nel carcere di massima sicurezza di Terni, indice una conferenza stampa a Roma, in Piazza Capranica, lunedì 16 febbraio alle ore 12.00, alla quale sono invitati gli organi di informazione.

Per la liberazione di Hannoun e degli altri palestinesi arrestati, e per la fine della persecuzione dei sostenitori dei diritti palestinesi, si è costituito un Comitato Nazionale. Nei primi giorni dalla diffusione di un comunicato-appello sono già state raccolte centinaia di firme e adesioni, a partire da quelle del prof. Angelo D’Orsi e di Moni Ovadia, oltre che di numerosi esponenti del mondo giuridico, della cultura, del giornalismo e della politica. 

Mohammed Hannoun, architetto, risiede in Italia da decenni. In questi anni dell’occupazione dei territori palestinesi e, successivamente, della guerra israeliana a Gaza, si è adoperato per raccogliere e consegnare ai sopravvissuti palestinesi soccorsi umanitari. 

Questo viene interpretato in Israele come “azione di sostegno al terrorismo”. Indicazioni in tal senso sono pervenute al Tribunale di Genova dai servizi d’intelligence israeliani. Gli stessi criteri sono stati posti alla base dei provvedimenti del governo israeliano che hanno bandito dai territori occupati agenzie dell’ONU, come l’UNRWA, e ben 37 ONG umanitarie, tra cui Medici senza Frontiere. Si tenta addirittura, sempre sulla base dell’identificazione tra difesa dei diritti umani dei palestinesi e terrorismo, di delegittimare la rappresentante dell’ONU Francesca Albanese. Il tribunale ha avanzato per l’arresto di Hannoun queste e altre considerazioni e documentazioni.

L’arresto di chi ha compiuto il “reato” di assistere civili che a Gaza muoiono a decine di migliaia per bombe, fame, sete, mancanza di alloggio e malattia — in particolare i settori più fragili, bambini, donne e anziani — non ha basi né giuridiche né, ovviamente, umanitarie. Aiutare chi soffre e chi muore non è reato.

Comitato Nazionale per la liberazione di Mohammed Hannoun e degli altri palestinesi arrestati

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