Un'azione dolosa sulle infrastrutture ferroviarie nel nodo di Bologna Centrale e sulla tratta di Pesaro ha provocato il blocco della circolazione dei treni in varie parti d'Italia, con ritardi, cancellazioni e disagi per migliaia di passeggeri. Gli investigatori ritengono si tratti di atti coordinati e la Procura di Bologna ha in programma l'apertura di un fascicolo contro ignoti per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli episodi si sono verificati il 6 febbraio 2026, primo giorno delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, elemento ora al centro delle verifiche degli inquirenti. A Castel Maggiore, nel Bolognese, sono stati collocati due ordigni incendiari rudimentali nei pozzetti ferroviari: i dispositivi erano costituiti da bottiglie di plastica contenenti liquido infiammabile e collegati a timer a batteria. Uno degli ordigni è detonato, danneggiando i cavi dell'Alta Velocità e interrompendo il traffico nel nodo di Bologna Centrale, snodo cruciale per i collegamenti nord-sud. Il secondo non ha funzionato e su questo si concentrano le analisi tecniche della Digos per risalire a fabbricazione e materiali. Il sabotaggio ha determinato ritardi fino a due ore, cancellazioni e deviazioni su diverse linee, in particolare verso Venezia e sulla direttrice adriatica per Ancona. Anche a Pesaro un incendio doloso ha causato uno stop temporaneo del traffico ferroviario. Gli investigatori valutano una possibile matrice comune tra i due episodi per tempistica e modalità. La circolazione è tornata progressivamente regolare nel pomeriggio. La Digos di Bologna ha trasmesso una prima informativa alla Procura, che ha assegnato il procedimento al pool terrorismo coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, con coassegnazione al procuratore capo Paolo Guido. Non risultano rivendicazioni, ma tra le piste investigative figura quella anarchica, già emersa in casi analoghi recenti in Europa. Le indagini riguardano i resti degli ordigni, i componenti dei timer, i materiali impiegati, le possibili fonti di approvvigionamento e le immagini delle telecamere di sorveglianza, complicate dall'orario notturno intorno alle 6 del mattino con scarsa illuminazione. Per l'episodio di Pesaro potrebbe intervenire anche la Procura distrettuale di Ancona, con eventuale coordinamento tra uffici. Gli inquirenti verificano un possibile legame con l'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ipotizzando un gesto dimostrativo simile a precedenti contro infrastrutture in occasione di grandi eventi. Si tratta comunque di un'ipotesi non ancora confermata.
