Il Tribunale di Bologna, sezione Misure di prevenzione, ha disposto la confisca dei beni riconducibili a un imprenditore quarantenne originario della provincia di Crotone e da tempo operante nel Parmense, già coinvolto nella maxi operazione “Grimilde” contro la ’Ndrangheta emiliana. Il valore complessivo del patrimonio sequestrato e confiscato è stimato in circa un milione di euro. Il provvedimento è diventato definitivo dopo la sentenza della Corte di Cassazione ed è stato eseguito dalla Polizia e dalla Guardia di finanza di Parma. Le indagini hanno accertato che l’imprenditore era specializzato nella costituzione e nella gestione di società cosiddette “cartiere”, formalmente attive ma prive di reale operatività, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti, riciclare denaro e occultare flussi finanziari illeciti.
La confisca è divenuta esecutiva nel 2024, a seguito del rigetto da parte della Cassazione dei ricorsi presentati dalla difesa contro il provvedimento ablativo. I beni confiscati comprendono 11 immobili situati nel Comune di Cutro, in provincia di Crotone, 11 società — di cui 2 nel Crotonese, 2 nella provincia di Reggio Emilia, una ad Acerra nel Napoletano, una a Milano e 5 a Parma — oltre a 10 rapporti finanziari e due veicoli.
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'Ndrangheta in Emilia-Romagna: un milione confiscato a imprenditore legato ai clan
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