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Riceviamo e pubblichiamo la rettifica inviataci dall'avvocato Salvatore Marigliano in merito alla società "Arkipiù". Ci scusiamo con i lettori e i diretti interessati per aver diffuso notizie non corrispondenti al vero

La rettifica si riferisce ad una nostra precedente pubblicazione - fatta anche nel merito da altri giornali - in merito all'attentato al giornalista di report Sigfrido Ranucci e in cui si riportava che la società Arkipiù di Caserta avrebbe avuto un collegamento con la Camorra..

Informazione che, fanno sapere i legali, non corrisponde al vero:

Con il presente comunicato la società Arkipiù, il suo Amministratore ed i suoi dipendenti vogliono smentire, nella maniera più categorica possibile, ogni e qualsivoglia possibile coinvolgimento della Arkipiù nelle vicende a cui è stata, a vario titolo, associata a partire dal servizio di Report, trasmesso nella puntata del 16 novembre, dedicato all’inchiesta sul Cantiere Navale Vittoria, fino agli articoli giornalistici usciti su diverse testate locali e nazionali fra il 23 ed il 24 novembre. In particolare, nel corso del servizio di Report, in cui era contenuta una intervista all'ex amministratore del Cantieri Vittoria, viene citata la nostra società Arkipiù in modo del tutto improprio, suggerendo un presunto coinvolgimento della stessa in attività illecite e un supposto finanziamento a favore del sig. Roberto Cavazzana.

Successivamente, si è addirittura fatto un collegamento fra quanto era stato affermato nel servizio di Report e l'attentato subito dal dott. Ranucci, con l'emersione di una lettera anonima che avvalorerebbe la pista investigativa della camorra. Tali affermazioni sono totalmente false, diffamatorie, denigratorie, prive di fondamento e lesive dell’immagine aziendale. Arkipiù ribadisce con fermezza di non avere alcun legame né con le attività descritte nel servizio, né di essere mai stata a conoscenza di operazioni irregolari di qualsiasi natura, né a maggior ragione, di essere in alcun modo mai stata collegata a fatti e/o persone collegati alla criminalità.
Le attività svolte negli anni da Arkipiù sono sempre state del tutto legittime e legali, ed ampiamente trasparenti e documentate. Arkipiù denuncia di essere stata vittima di un’ingiusta campagna di diffamazione e disinformazione, con il proprio nome associato illegittimamente ad attività illegali totalmente estranee alla società, nonché ribadisce l'inaccettabile correlazione insinuata tra la stessa e presunti ambienti criminali. Si reitera: l’azienda non ha alcun collegamento con clan o contesti di criminalità organizzata e chiunque afferma, o solo insinua il contrario dice il falso ed è in malafede. Arkipiù ha già provveduto a sporgere querela dopo il servizio di Report ed a richiedere la smentita e la rettifica delle affermazioni calunniose in esso contenute e si riserva ogni altra azione a tutela della propria immagine, della propria reputazione e dei propri collaboratori, confidando nel rispetto della verità dei fatti e nella responsabilità dell’informazione. 

  

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