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"La sentenza esclude l’esistenza di una cosca Scimone, il mio assistito non è mai stato accusato di far parte di un’associazione di stampo mafioso" 

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Antonio Furfari una rettifica in merito ad un articolo (Riciclaggio e usura: otto condanne legate alla 'Ndrangheta in Toscana) in cui venivano riportate notizie non corrispondenti al vero. C'è ne scusiamo con i lettori e diretti interessati. 
Nell'articolo in questione abbiamo riportato erroneamente che "per anni, l'economia toscana sarebbe stata inquinata dal denaro sporco della 'Ndrangheta. In particolare, denaro riconducibile alla cosca calabrese Scimone, capace di infiltrarsi silenziosamente nel cuore produttivo della provincia di Pisa, nel distretto del Cuoio di Santa Croce sull'Arno". 
Tale affermazione non corrisponde al vero in quanto "tale circostanza non emerge dagli atti procedimentali" si legge nella nota del legale: "Anzi, la esistenza di una cosca Scimone viene radicalmente esclusa dalla sentenza emessa dal Tribunale di Firenze la quale viene richiamata nel citato articolo. Inoltre, all'esito del procedimento penale, i Giudici hanno escluso l'aggravante mafiosa e, pertanto, la presenza della locuzione 'Ndrangheta, nel titolo dell'articolo di giornale, non trova giustificazione alcuna". 
Ciò premesso, devesi rilevare: che nell'ambito del procedimento penale - a seguito del quale veniva emessa la sentenza riportata nell'articolo - Scimone Antonio non veniva incolpato di fare parte di una associazione di stampo mafioso; che, dunque, il procedimento si è concluso senza che vi sia stata una condanna nei confronti di Scimone per avere partecipato ad una associazione di stampo mafioso; che nella storia giudiziaria mai è stata emessa una sentenza (divenuta irrevocabile) ove sia stata acclarata la esistenza di una compagine criminosa denominata "cosca Scimone" ; che, per ultimo, nel procedimento penale richiamato nell'articolo non è emersa la esistenza della "cosca Scimone”. È di tutta evidenza che l'avere indicato nell'articolo giornalistico la esistenza di una cosca Scimone legata alla ‘Ndrangheta, senza che tale circostanza sia stata accertata dalle Autorità Giudiziarie competenti, sostanzia una condotta diffamatoria ai danni del sig. Scimone Antonio posto che trattasi di affermazioni ritenute lesive della dignità e contrarie a verità. Tale falsa informazione ha leso l'immagine del noto imprenditore calabrese (Scimone Antonio) e anche il diritto dei cittadini a ricevere un'informazione corretta".  

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