Il reato di violenza sessuale diventarà punibile se c’è la mancanza di “consenso libero ed attuale”.
È questo il contenuto, in estrema sintesi, di un emendamento bipartisan approvato all’unanimità dalla commissione Giustizia della Camera nell’esame del disegno di legge per la modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso. Secondo il testo, “chiunque compie o fa compiere o subite atti sessuali ad un’altra persona senza il consenso libero ed attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni”. La stessa pena è prevista per “chi costringe taluno a compiere o subire atti sessuali con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, ovvero chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica o di particolare vulnerabilità della persona offesa al momento del fatto, o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.
L’emendamento aggiorna la proposta di legge a prima firma di Laura Boldrini. "Il via libera della Commissione Giustizia è un passo avanti importantissimo, che recupera un vulnus legislativo per il quale tanto hanno pagato le donne vittime di stupro. D'ora in poi, un giudice non potrà più scagionare uno stupratore con la scusa che la vittima non aveva detto di no, perché, come sosteniamo da tempo insieme a tutte le associazioni femministe, senza consenso è stupro" ha dichiarato la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione. Per la dirigente sindacale "il testo, approvato all'unanimità dalla Commissione, conferma che questa battaglia deve continuare ad essere di tutti e tutte, e che ora deve diventare anche culturale, in particolare tra gli adolescenti, fascia d'età in cui purtroppo la violenza è in aumento". "L'eliminazione della violenza sulle donne - prosegue - non è un obiettivo che si può raggiungere solo sul piano penale. Serve una forte campagna di informazione e formazione su cosa vuol dire consenso, rispetto delle differenze e abbattimento degli stereotipi".
"Con il positivo risultato normativo raggiunto in Commissione Giustizia alla Camera, l'Italia compie un passo decisivo nella lotta contro la Violenza sessuale: finalmente si afferma con chiarezza che gli atti sessuali senza un consenso libero e attuale costituiscono Violenza, a prescindere da forza o minaccia. Con due disegni di legge presentati per raggiungere questo obiettivo, il Movimento 5 Stelle ha portato avanti una battaglia fondamentale per il riconoscimento pieno dell'autodeterminazione e della libertà delle donne. Con la nuova norma si realizza un vero cambio di paradigma, che adegua il nostro ordinamento ai principi della giurisprudenza internazionale e alle evidenze della realtà, rafforzando la tutela delle vittime e affermando il diritto al consenso come cardine del rispetto e della dignità di ogni persona" hanno affermato le deputate M5s Stefania Ascari e Gilda Sportiello, prime firmatarie di proposte di legge sul tema.
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