Dalla business class ai 400 mila euro l’anno in spese di rappresentanza: tutto nella prossima puntata di Report
Circa 50 milioni di euro l’anno: è quanto il ministero dell’Economia versa per sostenere il Garante della privacy, l’autorità “indipendente” incaricata di vigilare sulla protezione dei nostri dati personali. Una spesa tutt’altro che marginale, finita al centro dell’attenzione pubblica dopo la multa da 150 mila euro inflitta alla trasmissione Report di Rai Tre e, più in generale, per i sospetti di un’eccessiva influenza della politica sulle sue decisioni.
La fetta più consistente di questo budget finisce in stipendi e indennità: ben l’84 per cento della spesa complessiva. Come documenterà Report nella prossima puntata, ai soli quattro membri del Collegio – tutti di nomina politica – spettano compensi da 250 mila euro ciascuno, oltre ai rimborsi per risiedere a Roma. In sette anni di mandato ognuno arriva così a incassare fino a 1,7 milioni di euro. Insomma, una vera e propria fortuna.
A indebolire ulteriormente l’immagine di autonomia dell’istituzione contribuiscono alcuni episodi che Report mostrerà in esclusiva: i membri del Garante ripresi a Fiumicino in partenza per una missione in Canada. Le comunicazioni interne rivelano la richiesta della vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni di sostituire i biglietti in economy con la business class, immediatamente appoggiata dal collega Agostino Ghiglia: “Abbiamo sempre viaggiato così”. E non si tratta di un caso isolato: le spese di rappresentanza, infatti, in soli due anni hanno superato i 400 mila euro annui tra trasferte, viaggi e relazioni istituzionali.
I bilanci consuntivi e preventivi, approvati il 29 aprile 2025, mostrano uno squilibrio evidente: oltre 36 milioni su 41 sono destinati al personale, mentre tutto il resto - beni, servizi, missioni, affitti e informatica - deve dividersi appena il 15% delle risorse. Gli investimenti, poi, non arrivano allo 0,5%. A fronte di ciò, non esiste alcuna autonomia finanziaria: zero entrate proprie, a parte 1.500 euro di diritti di segreteria, contro oltre 50 milioni trasferiti dal Tesoro. Scorrendo nel dettaglio le note spese - come evidenziato anche da “Il Fatto Quotidiano” - emergono voci decisamente curiose: 10 mila euro per generi alimentari, 20 mila per materiale informatico, 74 mila per beni di consumo e 5.919 euro per “astucci porta-cellulari” donati ai carabinieri in cambio dell’utilizzo della caserma di Tor di Quinto per i concorsi pubblici.
A queste cifre si aggiungono 1,3 milioni destinati agli “organi e incarichi istituzionali”: il presidente Pasquale Stanzione, 78 anni, percepisce 240 mila euro l’anno. E non mancano retribuzioni pesanti anche per i 162 dipendenti, con un costo medio di 210 mila euro lordi annui. Il bilancio preventivo conferma la totale dipendenza dalle casse pubbliche: circa 46,6 milioni di euro di trasferimenti dal Mef anche per il prossimo anno, con la solita cifra simbolica nelle entrate proprie.
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