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Un 29enne nigeriano, ritenuto capo di un gruppo criminale denominato "Eiye", facente parte della mafia nigeriana, è stato arrestato dai carabinieri a Castel Volturno (Caserta) con l'accusa di aver sequestrato, segregato e malmenato per un'intera notte, con dei complici non identificati, un connazionale con cui pare avesse affari in comune; il video dei violenti maltrattamenti è stato poi rintracciato su chat di cittadini nigeriani, dove è stato pubblicato per affermare la forza del gruppo "Eiye" e deridere la vittima. Il provvedimento di carcerazione preventiva è stato emesso dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che ha coordinato le indagini realizzate dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casal di Principe; i reati contestati sono il sequestro di persona a scopo di estorsione aggravata dal metodo mafioso, le lesioni personali aggravate, la rapina e la violenza privata. Il fatto si verificò nell'ottobre 2022. I carabinieri hanno iniziato ad indagare dopo la denuncia della vittima, un incensurato che con l'indagato aveva affari in comune relativi all'invio di alcuni assegni in Nigeria. La vittima, residente a Casal di Principe, secondo quanto emerso, sarebbe stata prelevata dal 29enne e dai complici, armati di machete e asce, da un bar di Casapesenna, quindi condotto in un appartamento di Casal di Principe dove sarebbe stato tenuto un'intera notte segregato, spogliato, malmenato e rilasciato solo a seguito del pagamento, mediante bonifico, di una somma di circa 1500 euro erogata dai familiari in Nigeria. Durante il violento episodio, il 29enne avrebbe detto a chiare lettere alla vittima di essere il capo del gruppo "Eiye", convincendo i familiari in Nigeria che era meglio pagare, anche perché avrebbe minacciato interventi direttamente in Nigeria in caso di mancato pagamento. "Eiye" è uno dei gruppi che formano la mafia nigeriana, operante nel Casertano e in particolare a Castel Volturno, dove si contano tra i 10mila e i 15mila immigrati non regolari. 

Foto © Imagoeconomica

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