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L'ex procuratore antimafia e deputato del Movimento 5 stelle Federico Cafiero de Raho lancia l'allarme sul nuovo codice degli appalti. "Il governo Meloni ignora la capacità condizionante, intimidatoria e di infiltrazione delle mafie", accusa. Intervistato dal Fatto Quotidiano, sostiene che il nuovo impianto normativo sia "uno strumento che rende alle mafie maggiore possibilità di accesso agli appalti. Soprattutto nei Comuni più piccoli dove il condizionamento mafioso è forte: i sindaci resteranno soggiogati", dice. "Non serviranno accordi corruttivi - spiega l'ex magistrato -, perché basterà l'intimidazione e il condizionamento ambientale di Cosa nostra, 'Ndrangheta, camorra e altre organizzazioni criminali". Cafiero de Raho puntualizza sul fatto che "in Italia il 98% delle gare è sotto il milione", soglia al di sotto del quale "il Comune diventa unica stazione appaltante". "Questo porta facilmente a un'ampia possibilità di accordi pre-elettorali", dice facendo riferimento al voto di scambio. "I soggetti mafiosi - aggiunge - sono così incentivati a scegliere un candidato e a sostenerne anche la campagna elettorale". Il deputato cinquestelle stigmatizza le richieste di dimissioni al presidente dell'Anac Giuseppe Busia che aveva criticato il nuovo codice degli appalti. "Stiamo scivolando verso una dittatura, senza neanche troppo clamore", dice.

Fonte: Ansa 

Foto © Imagoeconomica

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