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Il presidente Antoci ospite al programma di Rai Uno

Questa mattina Giuseppe Antoci, Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi, sfuggito ad un agguato mafioso nel maggio del 2016, ospite su Rai Uno della trasmissione Unomattina.
Si è parlato dell’attentato incendiario che il 23 dicembre 2016 ridusse in cenere il Centro Informativo del Parco dei Nebrodi a San Fratello, allocato nella struttura del Centro Polifunzionale del Cavallo Sanfratellano, che a cinque anni da quel tragico evento, proprio il 23 dicembre scorso, è stato ricostruito ed inaugurato attraverso una nuova struttura rimodernata e ampliata.
Antoci a Unomattina, in diretta da San Fratello insieme al Sindaco Salvatore Sidoti, ricorda quei momenti e le sue parole al TG1: “Lo ricostruiremo più grande e più bello”. Una scommessa vinta dall’allora Presidente del Parco dei Nebrodi.
Alle domande dei due conduttori Marco Frittella e Monica Giandotti, che hanno ricordato che proprio in quell’anno il Presidente e la sua scorta furono oggetto di un grave attentato mafioso, Antoci ha risposto:
“Quello è stato un anno complicato e quel 23 dicembre è stato veramente un brutto regalo di Natale. Proprio ai microfoni del TG1 dissi quella mattina, con le ceneri ancora fumanti: Lo rifaremo più grande e più bello. Trovammo i fondi e li abbiamo affidati al Comune di San Fratello; i lavori sono andati avanti e quest'anno, il 23 dicembre, lo abbiamo inaugurato insieme al Sindaco Salvatore Sidoti e alle Autorità dello Stato. Abbiamo inaugurato questa rinascita. Questi cavalli Sanfratellani che si erano salvati dalle fiamme quel giorno, con quegli occhi impauriti ma fieri, mi diedero la forza proprio di dire lo rifaremo più grande e più bello. Ecco, questa è una pagina di vittoria, in quell'anno complicato, è una pagina di vittoria perché le mafie e la criminalità si combattono prioritariamente con lo sviluppo, con il lavoro, con l'ambiente, con le tante persone perbene che popolano questo territorio e alle quali questa struttura è dedicata. Qui ci sono dei segnali importanti come quello di Luciano Pavarotti che regalò tutti i box dei cavalli oggi dentro questa struttura. Una sala dove i ragazzi potranno venire a studiare questo “Re dei Nebrodi”, il cavallo Sanfratellano che è il vero vincitore di questa vicenda. Ma questa struttura darà la possibilità, proprio in sella a questo cavallo Sanfratellano, di girare i Nebrodi, di fare escursionismo e soprattutto darà la possibilità a tanti ragazzi di avvicinarsi all'equitazione e di frequente questi luoghi. Questo è un territorio così bello dove ci sono luoghi dai quali si può vedere alle spalle l'Etna, di fronte i boschi, i laghi, il mare e le Isole Eolie contemporaneamente. E’ un posto stupendo che qualcuno pensava di poter tenere sotto scacco e invece il lavoro che abbiamo fatto insieme ai sindaci, insieme alle persone, insieme alla Magistratura alle Forze dell'Ordine hanno portato questa struttura a rinascere, mentre coloro che tentavano di sottometterla sono oggi imputati in uno dei più grandi maxi processi mai celebrati in Sicilia, il maxi processo Nebrodi, con le prime condanne pesantissime all’abbreviato. Ci aspettiamo in primavera le altre sentenze e anche per queste ci auguriamo delle pene esemplari. Ecco, vedete, il tempo rimette sempre a posto le cose: noi siamo qui a celebrare una vittoria, loro sono dove devono stare a pagare il conto alla giustizia per quello che hanno fatto.
E quando il conduttore dice: “Comunque, dottor Antoci, per concludere, ricordiamo sempre questo suo messaggio fondamentale e cioè che per battere la criminalità organizzata serve lo sviluppo, serve l'occupazione, serve il lavoro, serve dare le prospettive ai giovani”, Antoci chiude dicendo: “Assolutamente, questo è il segnale che parte da questa vicenda”.
Insomma, una bella storia di rinascita, di impegno e soprattutto di speranza e, da quelle ceneri, parte oggi un bel segnale di legalità e promozione del territorio.

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