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L’assessore ai servizi civici e generali: “Quella di Lea Garofalo è una storia di coraggio e ribellione”

Milano non ha dimenticato Lea Garofalo, testimone di giustizia, uccisa all'ombra della Madonnina nel 2009 dal suo ex compagno e dalla ‘Ndrangheta dopo che aveva scelto di allontanarsi dalla famiglia e collaborare con i magistrati.
Domani, mercoledì 24 novembre, ricorre il dodicesimo anniversario della sua scomparsa e come ogni anno il coordinamento milanese di Libera, insieme al Comune di Milano e al Presidio di Libera "Lea Garofalo", ha promosso un momento di commemorazione. L'appuntamento è alle 19 all'Arco della Pace, dove interverranno la referente del Coordinamento di Libera Milano, Lucilla Andreucci, e i volontari e le volontarie del presidio universitario "Vittime della strage di via Palestro". Alle 19.30 circa partirà una fiaccolata che si concluderà in viale Montello, nel giardino antistante alla casa dove Lea ha vissuto, dove verso le 20.20, interverranno la sostituto procuratore della Dda di Milano, Alessandra Cerreti, l'assessora comunale Gaia Romani e i giovani di Libera e dell'associazione "Non una di meno". Previsto, intorno alle 19.50, un momento di ricordo al cimitero Monumentale.
"Quella di Lea Garofalo - ha dichiarato l'assessore ai servizi civici e generali Gaia Romani, che porterà il suo saluto in rappresentanza dell'amministrazione comunale al giardino di viale Montello - è una storia di coraggio e ribellione. Di una donna e di una madre che, per amore della libertà e di sua figlia Denise, sfidò la 'Ndrangheta e le regole di omertà che regolano quella cultura. E Milano, la città che Lea scelse fuggendo dalla Calabria, ha il dovere di ricordare chi e' stata vittima due volte: della mafia e della violenza contro le donne". "A distanza di dodici anni, la sua eredità continua a essere un monito per le istituzioni e un esempio per tante donne che trovano la forza di ribellarsi e liberarsi dall'oppressione mafiosa" ha aggiunto Romani concludendo che "dodici anni dopo il suo sorriso è più vivo che mai, in quello di sua figlia Denise, a cui va il nostro affetto, e soprattutto nel nostro impegno contro ogni forma di crimine organizzato e a difesa della legalità".

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