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In Umbria operano soggetti "riconducibili" alla 'Ndrangheta e alla Camorra ma non "si rileverebbe invece" la presenza della criminalità pugliese e lucana. Lo sottolinea la Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia al Parlamento. "Le indagini condotte nel tempo hanno via via dimostrato - si legge nel documento - l'operatività soprattutto nella provincia di Perugia di soggetti riconducibili prevalentemente alla 'Ndrangheta. In particolare è emersa la presenza di personaggi collegati alle 'ndrine Giglio, Farao-Marincola, Maesano-Pangallo-Favasuli e Scumaci e più di recente alle 'ndrine Mannolo, Zoffreo e Trapasso di San Leonardo di Cutro e a quella di Comisso di Siderno. I settori nei quali la criminalità calabrese ha espresso operatività sono risultati oltre al riciclaggio il traffico di stupefacenti e le estorsioni". Per quanto riguarda la camorra le indagini degli ultimi anni - sostiene la Dia - "hanno dimostrato la presenza di affiliati sia al clan dei Casalesi, sia a quelli dei Fabbrocino e Terracciano, rispettivamente originari del casertano e del napoletano".

Foto © Imagoeconomica

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