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Gli agenti della Polizia di Stato spagnola con la collaborazione della Polizia di Stato Italiana e dell’Europol hanno inferto un duro colpo alla mafia attraverso un’operazione che si è conclusa con l’arresto di 106 persone nel sud dell'isola di Tenerife. I reati contestati ai soggetti sono a vario titolo di: associazione per delinquere, truffa, traffico di stupefacenti, riciclaggio, sequestro di persona, falsificazione di atti, lesioni, minacce, coercizione, rapina con violenza, truffa previdenziale e detenzione illegale di armi. Infatti secondo gli inquirenti il gruppo criminale avrebbe riciclato più di dieci milioni di euro nell'ultimo anno, provenienti da truffe informatiche effettuate in tutta Europa. Il denaro era destinato a riempire il portafoglio di diversi clan mafiosi come i Casamonica, Camorra, Cosa Nostra e Sacra Corona Unita.
Le registrazioni effettuate dagli agenti hanno permesso di scoprire il coinvolgimento degli indagati in altri reati, compreso il traffico di droga, infatti nel corso dell’operazione è stata confiscata una piantagione di marijuana composta da più di 400 piante.

La cupola dirigeva un'intera rete di reclutatori e intermediari
L’organizzazione criminale, come riportato dagli investigatori spagnoli, aveva una struttura piramidale, e dispendava di un'intera rete di rapitori e di intermediari finanziari, detti "muli", che erano un anello indispensabile nel complesso meccanismo del riciclaggio di denaro.
Questo gruppo di criminali era riuscito a insediarsi ed entrare a diversi livelli della società: reti di imprese, studi legali ed enti bancari. Questo livello di insediamento ha facilitato l’organizzazione nel riciclaggio di denaro ed ha incrementato il volume di affari delle altre attività delittuose come la prostituzione, la vendita di armi, il traffico di droga, i sequestri di persona, le frodi, i furti d'identità, la falsificazione di documenti, i delitti contro la previdenza sociale, le rapine, lesioni e omicidi.

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